MAGIE D’AFFRESCO PER LA TUA CAMERA

E’ il luogo più intimo della casa, dove ci rilassiamo e trascorriamo i momenti più dolci ed esclusivi.
La camera da letto è un ambiente fondamentale del nostro focolare domestico e la composizione, l’arredo, l’armonia dell’insieme concorrono a darci emozioni, serenità, comfort per il nostro vivere quotidiano.
Introdurre delle decorazioni ad affresco nell’ambiente camera coordinate con lo stile dello spazio circostante e in linea con il nostro gusto personale è quanto di meglio ci possa essere per creare delle scenografie e delle atmosfere molto suggestive.
Le quattro immagini che vi mostriamo raccontano alcuni incantevoli interventi degli artisti di Mariani Affreschi.
L'intervento di Mariani in una camera di una villa ad Ancona: il disegno è stato fatto su misura dagli artisti dell'azienda

L'intervento di Mariani in una camera di una villa ad Ancona progettata dall'architetto Luigi Catini di Montegranaro (AP): il disegno è stato fatto su misura dagli artisti dell'azienda

Nella prima immagine ci troviamo in una prestigiosa villa vicino ad Ancona.

A parlarci dell’intervento è Alberto Mariani.
“Si tratta di un soffitto affrescato realizzato dai nostri artisti direttamente nella dimora del cliente. Dopo aver preparato dei bozzetti secondo indicazioni del committente, abbiamo realizzato l’intervento. Sono scene di affreschi fatte su misura, sia nel disegno che nella realizzazione, ispirate al Tiepolo e al Veronese”. L’eleganza e la raffinatezza del soggetto si completa con le cornici finite in foglia oro.
Un'altra scenografia firmata Mariani, il trompe l'oeil di un tendaggio, un affresco (400x500 cm) realizzato su richiesta per Bel Cor Interiors

Un'altra scenografia firmata Mariani, il trompe l'oeil di un tendaggio, un affresco (400x500 cm) realizzato su richiesta per Bel Cor Interiors

Ma altrettanto esclusivo è l’affresco che si può vedere nella seconda immagine: si tratta di un trompe l’oeil di un tendaggio, un affresco che misura 400×500 cm realizzato su richiesta per Bel Cor Interiors, un’azienda leader nel settore del mobile. “In occasione del Salone del Mobile di Milano – ci spiega Alberto Mariani – l’azienda ci ha commissionato un affresco speciale, come sfondo di questa meravigliosa camera da letto, una combinazione che ha affascinato moltissimi clienti
soprattutto esteri”.

Le splendide decorazioni di una camera di una giovane coppia italiana

Le splendide decorazioni di una camera di una giovane coppia italiana

Con uno stile completamente diverso e molto “italiano” si caratterizza l’intervento realizzato in una casa privata di una giovane coppia. L’ambiente è stato disegnato e progettato dall’architetto Alessandro Dotti.

Si possono distinguere tre tipi di interventi: appeso alla parete c’è l’affresco “Volo d’angelo”, realizzato come da catalogo Mariani, in maniera esclusiva per il cliente e finito in foglia oro; sulle mezzelune della parete si vede un decoro creato ex-novo, prevalentemente monocromatico, ma con dei dettagli color salmone che l’artista di Mariani ha inserito per addolcire l’ambiente; infine i decori sul soffitto, molto semplici e leggeri, una parte della stanza che generalmente viene “dimenticata”, ma che è estremamente importante.
In tutti questi interventi fondamentale è l’abilità dell’artista nell’interpretazione dell’ambiente che va a fondersi con il gusto personale di chi poi vivrà la camera per godere appieno delle suggestioni che l’arte e la poesia dell’affresco regalano. M.Z.
Ecco un'altra camera da letto affrescata: si tratta di opere appese (affreschi da catalogo Mariani),  una soluzione semplice e pratica con temi e soggetti che si ispirano a modelli del passato.

Ecco un'altra camera da letto affrescata: si tratta di opere appese (affreschi da catalogo Mariani), una soluzione semplice e pratica con temi e soggetti che si ispirano a modelli del passato.

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UN AFFRESCO PER IL TUO LUOGO DI CULTO

Oggi parliamo di un argomento un po’ delicato, quello della decorazione delle cappelle cimiteriali.
Le antiche tombe familiari della nostra storia rappresentano un patrimonio ricchissimo, costituito da veri e propri tesori artistici che raccontano le vicende dei nostri antenati.
Nell'immagine un affresco realizzato da Mariani Affreschi all'interno di una cappella cimiteriale

Nell'immagine un affresco realizzato da Mariani Affreschi ed installato all'interno di una cappella cimiteriale

Da sempre sentiamo l’esigenza di riunire sotto uno stesso tetto i nostri parenti defunti e questi luoghi diventano quindi l’incontro spirituale tra noi e chi se n’è andato.

Proprio perchè stiamo parlando di un luogo molto intimo e privato si può decidere di renderlo più piacevole attraverso una decorazione ad affresco che l’azienda Mariani realizza in maniera professionale e seria da sempre.
“I nostri affreschi autentici – spiega Alberto Mariani -, realizzati con le antiche tecniche, sono resistentissimi, possono stare all’aperto per molto tempo e quindi si prestano particolarmente per questo tipo di decorazioni”. Ma com’è la procedura per la realizzazione dell’affresco in questi luoghi?
Nell'immagine un'opera raffigurante "Cristo Risorto" realizzata da uno dei pittori di Mariani Affreschi

Nell'immagine un'opera raffigurante "Cristo Risorto" realizzata da uno dei pittori di Mariani Affreschi

Mariani Affreschi manda i pittori direttamente nei cimiteri e li fa lavorare in loco oppure fa realizzare gli affreschi in laboratorio e poi installare sul posto. Solitamente i soggetti utilizzati per questo tipo di interventi sono a tema religioso e, a seconda del culto, si possono raffigurare scene specifiche.

Nel caso dell’affresco raffigurante il “Cristo Risorto” (che si può vedere nell’immagine) si tratta di una decorazione realizzata per una cappella cimiteriale di famiglia, vicino a Reggio Calabria. L’affresco è stato realizzato direttamente in loco dagli artisti di Mariani, ossia preparando la base di intonaco fresco e poi dipingendo secondo l’antica tecnica.

Nell’immagine l’esterno di una cappella cimiteriale realizzata ad affresco da un’artista di Mariani

Nell’immagine l’esterno di una cappella cimiteriale realizzata ad affresco da un’artista di Mariani

In alternativa, a seconda delle esigenze, l’opera può essere preparata nel laboratorio di Brescia, e successivamente inviata sul posto per essere installata in qualsiasi nicchia o parete.
Si tratta di uno dei tanti esempi di lavori che l’azienda Mariani esegue per i suoi clienti.

M.Z.

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TRA ROMANTICISMO E NOSTALGIA: GLI AFFRESCHI DI ALMA TADEMA

C’è un’atmosfera tutta particolare nelle opere di Alma Tadema (Leeuwarden 1836- Wiesbaden 1912), il pittore originario di un paesino dell’Olanda e grande interprete dell’epoca vittoriana in Inghilterra.
"Donne al bagno" di Alma Tadema in un affresco realizzato da Mariani

"Donne al bagno" di Alma Tadema in un affresco realizzato da Mariani

“La sua fama – scrive la giornalista Laura Larcan – sta tutta nell’aver evocato il sogno di un mondo finemente estetizzato, popolato da donne di raffinata bellezza, dove però l’attenzione spasmodica alla resa materialistica e corporea della realtà ha tradito l’effimero idealismo neoclassico, caricando le scene di tangibile e suggestiva nostalgia dell’antico”.
Nostalgia e romanticismo sono sicuramente due sentimenti che scorrevano nelle vene del pittore, emozioni che ha saputo portare nelle sue opere con la maestria di un disegno puntuale e meticoloso, aiutato da una tecnica virtuosa.
"Il poeta preferito" di Alma Tadema in un affresco di Mariani

"Il poeta preferito" di Alma Tadema in un affresco di Mariani

“Alma-Tadema – scrive ancora la Larcan – seduce l’osservatore ritraendo donne-ancelle su terrazze panoramiche, in atteggiamenti di romantico languore e ‘decadente’ indolenza, oltre che permeati da ricorrenti motivi floreali, sapendo orchestrare edulcorate scenografie di un erotismo ammiccante”.

Le figure femminili, raffigurate in scene ambientate nell’antica Roma, sono il pezzo forte del pittore olandese e colpiscono per la bellezza del disegno e l’espressione di realtà che trasmettono, seppur “annebbiata” da un vento di nostalgia e decadenza.
I soggetti di Alma Tadema sono molto amati anche da Mariani Affreschi e un’esperta pittrice dell’azienda bresciana realizza questo tipo di affreschi, realizzando opere di un elevato livello artistico. “Questi affreschi sono graditi al nostro pubblico da molti anni – spiega Alberto Mariani – la ragione è la loro classicità unita alla leggerezza delle figure che emanano un’armonia ed una dolcezza unica. Inoltre la figura femminile, a differenza di quella maschile, è sempre preferita nell’arredamento”.
"Comparison" di Alma Tadema in un affresco realizzato da Mariani

"Comparison" di Alma Tadema in un affresco realizzato da Mariani

La bellezza di queste opere realizzate con l’antica tecnica dell’affresco è accresciuta anche dalla capacità artistica della pittrice che la interpreta. “L’esecuzione ad affresco – continua a spiegare Alberto Mariani -, a differenza dell’olio, rende difficile ottenere un tale realismo anatomico sia a causa della materia ruvida, la base murale, sia per l’esiguo tempo di realizzazione. Nella creazione di queste opere è fondamentale la capacità dell’artista che con la sua maestria riesce a realizzare affreschi di grande valore espressivo”.

M.Z.
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UN AFFRESCO PER LA NOSTRA VITA ALL’ARIA APERTA

Siamo ormai nel pieno della bella stagione ed è arrivato il momento di vivere un po’ di più all’aria aperta, in quegli spazi della nostra casa che frequentiamo poco durante l’inverno. Porticati, terrazze, giardini diventano i luoghi dove ci ritroviamo per trascorrere qualche momento di relax, spazi che possono essere abbelliti attraverso decorazioni e ornamenti per farci vivere un’atmosfera nuova e coinvolgente.
Lo scorcio di un paesaggio in un affresco firmato Mariani sotto il portico di una villa

Lo scorcio di un paesaggio in un affresco firmato Mariani sotto il portico di una villa

Per capire come si può intervenire per decorare i nostri esterni ne abbiamo parlato con Alberto Mariani.

1) Con l’affresco si possono arredare anche gli esterni?
“Assolutamente sì. L’affresco è stato storicamente utilizzato per decorare sia gli ambienti interni che quelli esterni. Grazie alla reazione chimica detta ”carbonatazione”, la pellicola pittorica risulta estremamente resistente a fattori quali umidità, luce solare ed agenti esterni.
Alcune opere in stile medievale realizzate da Mariani Affreschi al Castello di Montalfeo di Pavia

Alcune opere in stile medievale realizzate da Mariani Affreschi al Castello di Montalfeo di Pavia

2) Con il tempo gli agenti esterni possono rovinare il disegno?

Premesso che l’affresco dev’essere eseguito a regola d’arte, se ragioniamo in termini di alcuni decenni, esso non necessita di alcuna manutenzione né restauro, resistendo senza problemi ai fattori sopra descritti. Considerando un arco temporale di molti secoli, invece, è vera l’affermazione che anche l’affresco può essere intaccato dagli agenti esterni, come d’altronde avviene per qualsiasi elemento creato dalla natura o artificialmente. La portata di questi agenti è tuttavia limitata, e l’affresco può essere sanato mediante opportuni interventi di restauro, come avviene oggi per gli affreschi antichi a distanza di centinaia di anni. Ci può consolare il fatto che senz’altro questa spesa sarà sostenuta dalla nostra progenie, tra molti molti anni…
3) Che tipologia di affresco trova spazio sotto un portico o su una terrazza?
In qualche modo possiamo ragionare come per gli spazi interni. Se abbiamo una nicchia da impreziosire, un’opera importante può essere la soluzione più elegante. Si può scegliere tra un paesaggio, un elemento decorativo (piantine di limoni o alberi d’olivo, per esempio) oppure una scena sacra, come troviamo spesso nelle santelle lungo le strade delle nostre città.
Per superfici più ampie, invece, si possono realizzare rombi, fregi e decori, in base allo stile della casa, in modo da arricchire la stessa architettura dell’edificio.
M.Z.
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ARTEARREDO E MARIANI AFFRESCHI: EMOZIONI DELL’ABITARE

Che cos’hanno in comune le prestigiose collezioni di mobili firmate ArteArredo e le raffinate opere ad affresco di Mariani? Di certo, l’unicità. Ma non solo.
Tra le due aziende è nato un incontro speciale che si è espresso all’ultimo Salone Internazionale del Mobile di Milano: due affreschi realizzati dagli artisti di Mariani sono stati ambientati all’interno dell’allestimento di ArteArredo come cornice di uno splendido letto rivestito di tessuti pregiati e di un tavolo da pranzo in legno con intagli fatti a mano e finiture esclusive.
La poesia dell'abitare al Salone del Mobile 2010: l'eleganza di un meraviglioso letto firmato ArteArredo si sposa con la raffinatezza di un affresco di Mariani

La poesia dell'abitare al Salone del Mobile 2010: l'eleganza di un meraviglioso letto firmato ArteArredo si sposa con la raffinatezza di un affresco di Mariani

“Conoscendoci durante le fiere – spiega Alberto titolare insieme ai due fratelli Alessandro e Laura di Mariani Affreschi – ci siamo resi conto che il gusto dei nostri articoli si poteva incontrare perfettamente. I mobili fatti a mano di Arte Arredo sono richiesti in prestigiose ville storiche dove si sposano soffitti e pareti affrescate”.

Entrambe le aziende, da molti anni, sono presenti nel settore dell’arredo e sia le creazioni ArteArredo che gli affreschi Mariani si caratterizzano per la mano artigianale con cui esperti artigiani e artisti ogni giorno le realizzano.
Nello stand di ArteArredo al Salone del Mobile 2010 un soffitto affrescato in foglia oro incontra la bellezza di un tavolo in legno pregiato fatto a mano

Nello stand di ArteArredo al Salone del Mobile 2010 un soffitto affrescato in foglia oro incontra la bellezza di un tavolo in legno pregiato fatto a mano

ArteArredo, in particolare, da oltre vent’anni produce collezioni di arredamento create ad hoc da maestri mobilieri che utilizzano ancora le antiche tecniche di lavoro manuali e tradizionali italiane. La giovane ed esperta interior designer Béatrice Schleret è la creatrice delle collezioni dell’azienda di Varese. Con la sua esperienza internazionale la designer crea linee di mobili e di complementi dalla forme classiche e reinterpretate in chiave moderna che oggi arredano le suite di prestigiosi alberghi e i saloni dei palazzi delle famiglie reali nei Paesi Arabi.

“Il nostro mercato di riferimento – spiega Béatrice Schleret – sono i Paesi Arabi. Arrediamo numerose ville e residenze in Oriente e abbiamo riscontrato che il gusto e lo stile dei nostri mobili si incontra molto bene con quello degli affreschi firmati Mariani, peraltro altrettanto apprezzati dal pubblico arabo”.
È la stessa passione artigiana che caratterizza l’azienda bresciana Mariani Affreschi, presente da oltre quarant’anni nel mondo dell’arredo e della decorazione. Grazie alla collaborazione con affrescatori professionisti di riconosciuto talento pittorico, selezionati tra le migliori scuole d’arte, dal laboratorio Mariani escono opere suggestive che abbracciano soggetti di ogni tipo dai paesaggi ai fregi decorativi, dai soggetti rinascimentali a quelli contemporanei stile tiffany, per citarne alcuni.
In una villa privata l'arte del mobile incontra l'arte dell'affresco

In una villa privata l'arte del mobile incontra l'arte dell'affresco

Un incontro speciale, quindi, che celebra l’inconfondibile stile italiano. L’unico che ci sa dare grandi emozioni.

M.Z.

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UN REGALO PER I PIU’ PICCOLI

I prati si tappezzano di fiori, le giornate si allungano, le temperature diventano piacevoli e nell’aria si respirano i profumi e i colori della bella stagione.
Fiori e rose, simbolo di bellezza e giovinezza in un affresco by Mariani

Fiori e rose, simbolo di bellezza e giovinezza in un affresco by Mariani

Maggio è un mese speciale che, insieme al suo “vicino” giugno porta una ventata di freschezza e giovinezza nella nostra quotidianità.

Per questo periodo speciale abbiamo pensato ai più piccoli che sono il simbolo dell’eterna bellezza e vivono momenti e occasioni speciali come quelli del battesimo, della comunione o della cresima.
Una scena molto tenera e uno dei soggetti più amati, gli Amorini

Una scena molto tenera e uno dei soggetti più amati, gli Amorini

I soggetti che più piacciono ai bambini sono spesso quelli che raffigurano angeli e fiori. Un’idea carina per una bomboniera può proprio essere, per esempio, quella di un affresco con tema gli amorini, quei simpatici angioletti che si rifanno alla figura infantile di Eros, il dio dell’amore.

Più classico e molto raffinato è un affresco che interpreta il soggetto della Madonna con bambino.
Ma le idee regalo per i più piccoli possono spaziare anche verso i paesaggi o i fiori, soggetti che esprimono simbolicamente il fascino e la genuinità della loro età.
Un soggetto classico e molto raffinato: l'affresco di Mariani con soggetto la Madonna con bambino

Un soggetto classico e molto raffinato: l'affresco di Mariani con soggetto la Madonna con bambino

Per rendere unico ogni regalo nel laboratorio Mariani c’è la possibilità di personalizzare l’affresco scrivendo il nome del bimbo o della bimba che riceveranno il dono.

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VENTO D’ORIENTE: MARIANI AFFRESCHI VI ASPETTA ALL’INTERIOR LIFESTYLE DI TOKYO

L’arte, la cultura, le antiche tradizioni, la passione per la cucina,  la storia.
Nonostante la distanza geografica, sono molti gli aspetti che ci avvicinano al mondo giapponese. Dell’affascinante stato dell’Asia orientale ci incuriosisce la filosofia, il loro modo di affrontare la vita alla ricerca di equilibrio e bellezza, le loro particolarissime tradizioni, la loro grande passione per il lavoro. Nello stesso modo i giapponesi amano l’Italia e lo vediamo dalla presenza sempre più importante di turisti nelle nostre città, ma anche dalle nuove influenze artistiche, culinarie, culturali.
Lo stand di Mariani Affreschi all'Interior Lifestyle di Tokyo

Lo stand di Mariani Affreschi all'Interior Lifestyle di Tokyo

Amanti del bello, i giapponesi non nascondono il loro amore per quegli oggetti ricchi di tradizione artigiana e storia e quindi anche per gli affreschi.
Dal 2 al 4 giugno a Tokyo si svolgerà l’Interior Lifestyle, la grande fiera che mette in vetrina le novità per la casa e per gli articoli da regalo.
Da oltre sei anni Mariani Affreschi partecipa alla manifestazione giapponese, un evento, come ci spiega Alberto Mariani, in cui l’azienda bresciana crede molto perché il mercato asiatico è una buonissima piazza dove confrontarsi e trovare nuovi clienti.
Gli angioletti in un delizioso affresco firmato Mariani: un soggetto molto amato dal mercato giapponese

Gli angioletti in un delizioso affresco firmato Mariani: un soggetto molto amato dal mercato giapponese

“La fiera è organizzata da noi, insieme al nostro partner giapponese, la signora Shoko Ujino dell’azienda Gallery Sumire. Questa collaborazione è importantissima per creare le giuste sinergie con il paese orientale. I giapponesi amano i nostri affreschi, soprattutto alcuni soggetti come i paesaggi, gli angeli, la rappresentazione di opere classiche”. L’azienda bresciana è molto legata al mercato giapponese, tanto che, oltre a numerosi lavori speciali realizzati per centri commerciali, ristoranti ed hotel, è fornitore ufficiale dei Grandi Magazzini Mitsukoshi, dove una volta all’anno, ad aprile, viene realizzato un grande evento promozionale.
Il paesaggio è uno dei soggetti che più apprezza il pubblico giapponese

Il paesaggio è uno dei soggetti che più apprezza il pubblico giapponese

Non potete mancare, quindi, alla fiera di Tokyo, un punto d’incontro, dove potrete conoscere tutte le novità di Mariani Affreschi e immergervi nel mondo del made in Italy. Saremo presenti all’Italian Pavilion (Stand I 2 – 23).
Vi aspettiamo!
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LA POESIA DI UN BACIO

Ci sono alcune opere che lasciano un segno indelebile nella storia dell’arte di tutti i tempi. Il bacio (1907-1908) di Gustav Klimt è senza dubbio una di queste. Sarà la dolcezza dei gesti, l’armonia dei colori, l’originalità della posa. Quel che è certo è che davanti a un dipinto così è impossibile non sentirsi coinvolti e provare emozioni, come se l’immagine ci appartenesse da sempre.
Un particolare de "Il bacio" (1907-1908) in un affresco firmato Mariani

Un particolare de "Il bacio" (1907-1908) in un affresco firmato Mariani

La donna abbandonata in un bacio al suo uomo che con estrema dolcezza le tiene il viso nelle mani è una scena d’amore che tutti abbiamo vissuto almeno una volta. Questa familiarità ci porta dentro il quadro e lo rende universale. Il carattere unico di questo dipinto, oltre a farci emozionare ogni volta, fa sì che si possa collocare in qualsiasi ambiente, dalla camera da letto al salotto, in una casa classica o moderna.

In queste immagini si possono vedere le affascinanti interpretazioni di una pittrice di Mariani che ci racconta in una breve intervista la realizzazione dell’affresco.

Tutta la poesia in un bacio: ecco l'affresco finito realizzato con la tecnica a strappo da un'artista di Mariani

Tutta la poesia in un bacio: ecco l'affresco finito realizzato con la tecnica a strappo da un'artista di Mariani

Come hai affrontato la composizione di questo dipinto?

La tecnica utilizzata è quella tradizionale dello strappo d’affresco. Per impreziosire l’opera abbiamo applicato la foglia oro.
Come si applica la foglia oro?
Per applicare la foglia ora bisogna preparare uno strato di colore rosso ossido nei punti in cui si desidera collocarla. Su quello strato viene applicata una missione che non è altro che un collante piuttosto liquido. Dopo aver fatto asciugare la missione, viene applicata la foglia oro. In uno degli affreschi che ho realizzato abbiamo anche arricchito il dipinto con una cornice decorata con la foglia oro. Poi, per rendere tutto ancora più prezioso, si possono aggiungere degli swarovski.
Qual è l’aspetto interessante nell’interpretare un’opera come Il bacio?
L’amore è un tema universale che emoziona tutti. Klimt è riuscito a sviluppare un argomento così importante in modo molto originale. Nonostante la ricchezza dei decori, traspare la dimensione umana delle due figure, che è ciò che ci colpisce di più.
Che difficoltà s’incontrano nel realizzarla?
Già il fatto che l’opera sia molto famosa e amata rende difficile l’interpretazione perché ti confronti con un grandissimo maestro. L’espressione dei visi è importantissima, la posizione delle mani e delle dita è un aspetto complesso della composizione. Quello che è fondamentale è riuscire a trasmettere la dolcezza e la morbidezza dei gesti.

Una cornice decorata con la foglia oro impreziosisce e rende ancora più ricco l'affresco

Una cornice decorata con la foglia oro impreziosisce e rende ancora più ricco l'affresco

In che casa si può collocare questo affresco?

In una camera classica o in una sala moderna. È un’opera facile da collocare perché sia la geometria del disegno che i colori permettono di adattarla ad ogni ambiente. Può anche essere una bella idea per un regalo di coppia o anche per una nascita.
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TUTTE LE NOVITÁ DI MARIANI AFFRESCHI AL SALONE DEL MOBILE 2010

Le meraviglie del cielo non finiscono mai. Che sia un affresco del Tiepolo, un soggetto primaverile, un tema più geometrico: l’affresco a soffitto decora “in silenzio” e con eleganza qualsiasi ambiente, riservando sorprese sempre nuove. Si respirava queste emozioni entrando nell’allestimento di Mariani Affreschi al Salone del Mobile 2010.

Le meraviglie del soffitto affrescato: nell'immagine uno scatto dell'allestimento Mariani al Salone del Mobile 2010

Le meraviglie del soffitto affrescato: nell'immagine uno scatto dell'allestimento Mariani al Salone del Mobile 2010

Come ogni anno l’azienda non poteva mancare all’appuntamento mondiale dell’arredo. “Siamo soddisfatti – ci racconta Alberto Mariani – abbiamo avuto tante visite nonostante il problema della nube. Il Salone del Mobile milanese si conferma una vetrina esclusiva per il nostro settore”.
L’entusiasmo non manca nelle parole di Alberto, titolare insieme ad Alessandro e Laura dell’azienda bresciana. “Il Salone del Mobile – continua Alberto – è il luogo ideale per incontrare nuovi buyer. Quest’anno abbiamo visto una maggiore presenza di asiatici rispetto al passato. Questo è un ottimo punto di partenza per acquisire nuovi mercati”.
A quanto pare i nuovi mercati ci sono, quindi, e l’evento milanese rappresenta un’eccellente occasione per trovare punti di contatto. Ma bisogna anche farsi trovare preparati per soddisfare gusti e aspettative di paesi così diversi.
Una scena del Tiepolo in un affresco Mariani, un soggetto classico molto amato

Una scena del Tiepolo in un affresco Mariani, un soggetto classico molto amato

L’esperienza di Mariani, che da sempre si confronta con realtà diverse da quella italiana, si è  rivelata anche quest’anno vincente.
La magica Audrey Hepburn in un affresco Mariani (Fonte Evgeny Utkin, Expert)

La magica Audrey Hepburn in un affresco Mariani (Fonte Evgeny Utkin, Expert)

“Gli stranieri – ci spiega Alberto – amano sia soggetti classici che gli articoli di design come la Marilyn o la Audrey, i bianco e nero con gli swarovski. Gli italiani hanno apprezzato le nostre novità della collezione Liberty e della linea Tiffany. Piace molto anche l’affresco classico reinterpretato con colori freschi e finitura in foglia oro”.

Tra le novità esposte in fiera Mariani Affreschi ha presentato, come si diceva all’inizio, alcuni modelli di soffitto affrescato, uno dei prodotti di punta dell’azienda. “Questa è una soluzione d’arredo utile – ci spiega Mariani – molto apprezzata da tanti clienti. Tra le altre novità sono piaciuti molto alcuni soggetti particolari, come la macchina della Mille Miglia e i golfisti.
Inoltre ha suscitato molto interesse la soluzione decorativa dell’ascensore affrescato.

Alcune novità di Mariani Affreschi al Salone del Mobile 2010: i Golfisti e la Mille Miglia

Alcune novità di Mariani Affreschi al Salone del Mobile 2010: i Golfisti e la Mille Miglia

Non possiamo lamentarci degli input della manifestazione milanese, abbiamo percepito molti segnali di ripresa e questo ci dà la forza di guardare avanti con passione e voglia di fare, come abbiamo sempre fatto”.
M.Z.
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GLI AFFRESCHI DI GIOTTO: TECNICA E SOLUZIONI

Come rifinitura dell’affresco si parla di tempera a secco oppure l’uso della calce quindi il mezzo fresco; anche le velature messe alla fine della giornata di lavoro possono contenere leganti organici. Questa tecnica composita (calce e tempera organica) venne usata sulle  “pontate” dove la pura carbonatazione era solo di base al lavoro. Con la tecnica delle giornate la tempera ausiliare venne messa da parte ma non abbandonata del tutto. La tempera ausiliare venne usata da Giotto,  Simone Martini, Ambrogio Lorenzetti, ecc.

Giotto, Le nozze di Cana, Cappella degli Scrovegni, 1303-1305

Giotto, Le nozze di Cana, Cappella degli Scrovegni, 1303-1305

Non è facile identificare a prima vista l’affresco puro e quello con interventi a secco tanto più se il tempo ha consumato e livellato la superficie cromatica, ma cercando con attenzione la densità delle stesure e il loro comportamento nel tempo possiamo comprendere molte cose. Un esempio è l’affresco di Giotto nella cappella Bardi: chiesa di S. Croce a Firenze, dove la veste di S. Chiara è stata modellata con tempera ausiliare sopra un abbozzo ad affresco.
La spiegazione può essere data dal fatto che l’ampia stesura dell’intonaco che comprendeva tutta l’immagine doveva richiedere una lavorazione superiore al tempo a disposizione dell’affresco per questo si ricorse ad un ausilio per continuare il lavoro nei giorni successivi.
Nella Cappella degli Scrovegni a Padova particolare della “missione di Gabriele” Giotto utilizza la tempera ausiliare. Per l’infiltrazione dell’acqua e gli inquinamenti relativi a ciò notiamo la perdita totale delle tempere a secco, la perdita parziale delle vesti dipinte con tempera ausiliare, mentre il buon fresco su teste e mani e gli abbozzi risultano discretamente conservati.

Giotto, Crocefissione, Cappella degli Scrovegni, 1303-1305

Giotto, Crocefissione, Cappella degli Scrovegni, 1303-1305

Giotto realizza i suoi affreschi su una piena conoscenza della materia “calce” e della sua carbonatazione; la principale resistenza è data con il buono fresco poi la tempera ausiliare affine ottenuta con l’aggiunta del latte o di caseina. Ad intonaco asciutto sul secco si completava con i colori che non resistevano all’alcalinità della calce come: azzurrite, verde rame, minio, lacca, leganti con uovo o con colla di pelle.

Giotto, L'Adorazione dei Magi, Cappella degli Scrovegni, 1303-1305

Giotto, L'Adorazione dei Magi, Cappella degli Scrovegni, 1303-1305

Alla fine il dipinto si impreziosiva con metalli in foglia: stagno, stagno dorato, oro, resine e olio. Tutte queste tecniche non resistono in egual modo: per primo lo stucco lucido e l’affresco, meno resistente la tempera ausiliare; per quanto riguarda le tempere ad uovo e colle sono molto vulnerabili nelle zone umide e molto deboli anche nelle parti asciutte. L’oro risulta ben conservato, mentre lo stagno dorato è scurito senza perdere la presa.

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UN AFFRESCO PER CHI GIOCA A GOLF

Le passioni sono passioni, si sa. Quando poi riguardano gli sport diventano veri e propri amori. Quello per il golf è uno di questi. In Italia, grazie anche alla presenza di meravigliose location dove praticarlo, ci sono tantissimi appassionati, professionisti o amatori.
La passione per il golf in un affresco firmato Mariani

La passione per il golf in un affresco firmato Mariani

È proprio pensando agli amanti del green che Mariani Affreschi ha creato una nuova collezione di affreschi con soggetto i golfisti. Non scene contemporanee, ma ritratti affascinanti di giocatori dei primi anni Venti del Novecento.

“Abbiamo presentato i nuovi soggetti a Milano durante il Salone del Mobile – spiega Alberto Mariani – e la risposta è stata molto positiva. Sappiamo che il golf richiama tantissimi appassionati e abbiamo pensato di creare soggetti ad hoc che potessero dare un’atmosfera speciale inseriti in un ambiente abitativo, ma anche in uno studio o in un ufficio. Si tratta poi di un’ottima idea per un regalo particolare”.
Non mancano di certo le idee nella fucina degli affreschi Mariani, dove lavorano numerosi artisti che si dedicano con passione a realizzare pezzi unici. Per approfondire l’argomento golf, ho fatto due chiacchiere con l’autore che ha realizzato questi soggetti.

Con che filosofia sono stati fatti questi affreschi?

L’idea è quella di rievocare le illustrazioni dei primi del Novecento, fotografie classiche che ritraggono i giocatori vestiti in stile scozzese. Scene di vita quotidiana della nobiltà che faceva le feste sull’aia e poi organizzava queste gare sportive.

Particolare di un affresco a tema golf realizzato da un artista di Mariani Affreschi

Particolare di un affresco a tema golf realizzato da un artista di Mariani Affreschi

Che tipo di tecnica e che colori ha usato per realizzarli?

Le tonalità sono quelle tipiche dell’epoca. I colori seppiati che contraddistinguono le illustrazioni di fine Ottocento. La tecnica usata è quella dello strappo d’affresco, una modalità che, tra l’altro, aiuta a rendere l’effetto di vissuto e conferisce un sapore romantico all’opera.
Per chi ama il golf un affresco che si ispira ai giocatori degli anni Venti realizzato da Mariani Affreschi

Per chi ama il golf un affresco che si ispira ai giocatori degli anni Venti realizzato da Mariani Affreschi

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UN ANGELO PER CUSTODIRE LA TUA CASA

Sono teneri, hanno visi simpatici e dolci, e piacciono molto, soprattutto ai bambini. Stiamo parlando degli angeli, un soggetto pittorico raffigurato dagli artisti di tutti i tempi che, oltre a regalare alle nostre case una brezza di leggerezza e giovinezza, può avere, per chi ci crede, un significato simbolico particolare.

Putti con i fiori, un affresco realizzato da Mariani Affreschi

Putti con i fiori, un affresco realizzato da Mariani Affreschi

In molte tradizioni religiose un angelo è un essere spirituale che assiste e serve Dio (o gli dei). Il termine ha origine dal latino angelus, a sua volta derivato dal greco γγελος, ánghelos, che significa inviato, messaggero. Spesso la figura dell’angelo è raffigurata insieme al putto, termine che nel campo dell’arte indica un bambino nudo, quasi sempre di sesso maschile raffigurato con le ali.

Un delizioso affresco raffigurante una coppia di Amorini, by Mariani Affreschi

Un delizioso affresco raffigurante una coppia di Amorini, by Mariani Affreschi

Il soggetto del putto è stato utilizzato in raffigurazioni allegoriche o per fini puramente decorativi in forma ripetitiva. Dall’antichità a oggi il putto è stato utilizzato per raffigurare la figura infantile di Eros, il dio dell’amore, conosciuto in questa forma come amorino o cupido.
Angeli, putti o amorini, questi soggetti realizzati ad affresco arredano perfettamente ambienti come le camerette dei bambini, ma anche tutto lo spazio notte.

Parte de "L'Adorazione dei Pastori" di Poussin (1594-1665) in un affresco firmato Mariani

Parte de "L'Adorazione dei Pastori" di Poussin (1594-1665) in un affresco firmato Mariani

“Gli affreschi che hanno come soggetto gli angeli – ci spiega Alberto Mariani – oltre che arredare le nostre case possono essere un’idea per un regalo, per un compleanno o per occasioni speciali come i battesimi e le cresime. Nel nostro laboratorio c’è la possibilità di personalizzare l’affresco scrivendo il nome del bimbo o della bimba sul fiocco che i due angioletti tengono tra le mani”. Un dono raffinato, che rimane nel tempo, e anche da grandi, ci può ricordare i dolci anni della nostra fanciullezza.
M.Z.
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IL TRIONFO DI BACCO E ARIANNA

Tempo di primavera, di giornate lunghe e soleggiate, di passeggiate romantiche all’aria aperta. Quale miglior soggetto se non il Trionfo di Bacco e di Arianna ci può accompagnare in un nuovo viaggio nell’affresco d’autore?
Stiamo parlando di un’opera famosissima, realizzata, nella versione originale, dal pittore italiano Annibale Carracci (tra il 1597 e il 1600) e conservata a Roma a Palazzo Farnese.
Un momento della lavorazione dell'opera nei laboratori di Mariani Affreschi

Un momento della lavorazione dell'opera nei laboratori di Mariani Affreschi

Il pezzo a soggetto mitologico raffigura un corteo nuziale, con i due sposi, Bacco e Arianna, seduti su due carri, uno dei quali è dorato e trainato da due tigri, l’altro argentato trainato da due arieti. Gli sposi avanzano accompagnati da figure danzanti che recano strumenti musicali, stoviglie e ceste con le cibarie.
Nelle immagini che potete ammirare si può ripercorrere il particolare e intenso lavoro che due artisti di Mariani Affreschi hanno eseguito per la composizione dell’opera. “L’affresco – ci spiega Alberto Mariani – è stato commissionato da uno studio di Mosca per un proprio facoltoso cliente privato. La misura dell’opera è notevole, di 230cm x420cm. Il pezzo è stato realizzato ad affresco nel nostro laboratorio e poi strappato e riportato su tela con metodo Calicot”. Si tratta quindi di un affresco autentico, realizzato con l’antica tecnica tramandata dalla storia dell’arte, che colpisce per la bellezza dei colori e l’intensità del soggetto.
I due artisti al lavoro nella realizzazione dell'affresco "Il trionfo di Bacco e Arianna"

I due artisti al lavoro nella realizzazione dell'affresco "Il trionfo di Bacco e Arianna"

Magari qualcuno si potrà chiedere com’è possibile poi recapitare al committente il quadro in questione. Ce lo spiega sempre Alberto Mariani.

“L’affresco è stato fornito senza telaio, inviato arrotolato insieme alla colla speciale in modo che il committente lo potesse far applicare sul soffitto da artigiani locali. È un lavoro che ci è piaciuto molto, i due artisti hanno collaborato in forte sintonia occupandosi ognuno del proprio “pezzo” e distribuendosi le figure femminili e quelle maschili per mantenere un’omogeneità artistica”.
L'opera finita: uno splendido lavoro realizzato con grande maestria artigianale dalla fucina di Mariani Affreschi

L'opera finita: uno splendido lavoro realizzato con grande maestria artigianale dalla fucina di Mariani Affreschi

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AFFRESCHI “PREZIOSI”: IN ANTEPRIMA TUTTE LE NOVITA’ MARIANI AL SALONE DEL MOBILE 2010

Fervono i preparativi per la fiera più attesa di Milano che trasformerà la città, dal 14 al 19 aprile, nella capitale mondiale del design e dell’arredo. Come ogni anno Mariani Affreschi è pronta per presentare le sue nuove collezioni e regalarci idee esclusive e originali per arredare le nostre case.
Il fil rouge che contraddistingue le creazioni Mariani per il 2010 è il profumo, la leggerezza e i colori della primavera con una predilezione per il bianco.
Un affresco Mariani che raffigura un'opera del pittore e scultore ceco Alfons Maria Mucha (Ivančice, 24 luglio 1860  – Praga, 14 luglio 1939)

Un affresco Mariani che raffigura un'opera del pittore e scultore ceco Alfons Maria Mucha (Ivančice, 24 luglio 1860 – Praga, 14 luglio 1939)

“Abbiamo pensato – spiega Laura Mariani – a un’idea di casa dolce e delicata, dove predominano i colori morbidi e rilassanti, gli azzurri polvere, il cammello, l’oro e il crema. La tonalità guida è il bianco. C’è un desiderio di rinnovamento, di giovinezza e bellezza. Lo cerchiamo nella vita di tutti i giorni e lo portiamo nelle nostre abitazioni”.
Affreschi dai toni neutri e pacati, quindi, che coloreranno le nostre case classiche o moderne rendendole preziose con alcuni tocchi speciali, la vera novità delle collezioni Mariani, come continua a raccontarci Laura.
Le dame e i fiori del Mucha in un affresco firmato Mariani

Le dame e i fiori del Mucha in un affresco firmato Mariani

“La decorazione preziosa è l’altro grande tema che definisce i nuovi pezzi Mariani. Piccole applicazioni di madreperla, che richiedono una specifica sapienza artigiana, verranno usate come gioielli sulle vesti e i capelli dei soggetti liberty. Si tratta di una novità per i nostri affreschi che sono stati ulteriormente arricchiti da altre applicazioni come gli swarosvki e la foglia argento”.
Queste applicazioni pregiate orneranno le opere Mariani, in particolare, i quadri con soggetti di stile liberty, dove la leggerezza delle figure grafiche crea un piacevole connubio con la particolarità della tecnica pittorica, ricca di storia e fascino.
Tinte delicate e soggetti raffinati si incontrano in un affresco Mariani che raffigura un'opera del pittore olandese Lawrence Alma-Tadema

Tinte delicate e soggetti raffinati si incontrano in un affresco Mariani che raffigura un'opera del pittore olandese Lawrence Alma-Tadema

Mariani Affreschi vi aspetta per conoscere le sue nuove collezioni al padiglione 4, stand F05/G06.

M.Z.
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UN AFFRESCO IN ASCENSORE? SI PUO’

Spesso si pensa all’affresco come un semplice quadro, ma in realtà le applicazioni di questa tecnica pittorica sono davvero molteplici.
Basta guardare lo splendido ascensore realizzato in un’antica cascina nella provincia  bresciana. Si tratta di un esempio interessante della versatilità dell’affresco, utilizzabile anche come rivestimento decorativo di qualsiasi elemento, dai soffitti agli interni di una doccia. Per approfondire questa particolare applicazione ho fatto due chiacchiere con Alberto Mariani, titolare insieme a Laura e Alessandro di Mariani Affreschi.

Gli interni affrescati di un ascensore realizzati da Mariani Affreschi
Gli interni affrescati di un ascensore realizzati da Mariani Affreschi

Quali difficoltà si incontrano quando si fa un affresco in un ascensore?
La cosa più complessa è individuare un tema (e dei colori) che si adatti a uno spazio angusto e che soprattutto ne valorizzino l’atmosfera. La scelta di un tema decorativo è stata fatta proprio con l’intento di donare all’ambiente una cornice leggera.
L’esigua distanza tra l’osservatore e l’affresco impone scelte artistiche molto ponderate.

Quali scelte sono state fatte per questo affresco?
Abbiamo utilizzato uno sfondo chiaro, proprio per alleggerire il contesto. Il decoro policromatico, ricco di dettagli, ha dato il tocco di classe al rivestimento della cabina. L’osservatore è catturato dai mille preziosi dettagli, ma non si sente “schiacciato” dall’opera, anzi, viene catturato dalla bellezza e dall’armonia, sentendosi a suo agio anche in un metro quadro di spazio.

E dal punto di vista tecnico?
Ci vuole una particolare attenzione soprattutto durante la fase progettuale. È  fondamentale fare un rilievo preciso delle parti componibili e realizzare vari affreschi, da incollare poi sulle lastre della cabina facendo ben combaciare gli spazi in “luce”. Direi che questo passaggio non richiede l’opera di un’artista, ma di un bravo tecnico scrupoloso e preciso nelle misure e nel rispetto del contesto.

Un particolare dei decori: la scelta di un tema leggero e raffinato si adatta allo spazio dell'ascensore
Un particolare dei decori: la scelta di un tema leggero e raffinato si adatta allo spazio dell’ascensore

Quindi un affresco è molto più di un quadro?
Le applicazioni dell’affresco sono numerosissime nel campo del “rivestimento”.
Contrariamente a quanto si pensa, l’affresco è molto resistente e la manutenzione di un ascensore affrescato è semplicissima: basta pulirlo con acqua e straccio come qualsiasi altro materiale.

Cosa rende resistente l’affresco?
L’affresco Mariani è sempre uno strappo d’affresco autentico, ciò significa che i colori si sono “calcificati” (tecnicamente “carbonati”) nell’intonaco e quindi non sono più solubili. Né acqua, né umidità possono rovinarli. L’effetto della luce e di altri agenti è ridottissima in confronto a qualsiasi altra tecnica pittorica.

La raffinatezza dell'affresco dona all'ambiente un'atmosfera nuova e amplia le dimensioni

La raffinatezza dell'affresco dona all'ambiente un'atmosfera nuova e amplia le dimensioni

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DECORI RAFFINATI PER UNA CASA CLASSICA

Siamo in un delizioso appartamento milanese, dove vive una coppia di signori a cui piacciono i mobili antichi, l’arredamento classico, la ricerca della raffinatezza e dell’eleganza.
Scorci di cielo, fiori, greche raffinate e disegni: un soffito firmato Mariani Affreschi per una casa milanese

Scorci di cielo, fiori, greche raffinate e disegni: un soffito firmato Mariani Affreschi per una casa milanese

Tappeti pregiati rivestono il pavimento, i divani rivestiti con tessuti eleganti incorniciano il salotto, complementi d’arredo particolari danno quel tocco in più e arricchiscono l’ambiente rendendolo unico ed esclusivo.

In questo spazio di assoluta eleganza i proprietari hanno pensato di completare la scenografia della casa affidandosi agli artisti di Mariani Affreschi.
Qui, intervenendo direttamente in loco, gli artisti hanno realizzato una preziosa decorazione su tutto il soffitto, ispirata a uno stile decorativo neoclassico che evoca leggerezza.

Mobili antichi, tappeti pregiati, complementi d'arredo particolari. Sul soffitto la decorazione firmata Mariani si ispira a uno stile decorativo neoclassico di grande eleganza

Mobili antichi, tappeti pregiati, complementi d'arredo particolari. Sul soffitto la decorazione firmata Mariani si ispira a uno stile decorativo neoclassico di grande eleganza

Scorci di cielo, fiori, eleganti greche e disegni: tutto in perfetto stile con l’ambientazione della casa. Un intervento leggero che impreziosisce senza “appesantire” l’insieme, piacevolmente in tono con il resto dell’arredo e che permette di rendere ancora più accoglienti gli interni già particolari della casa.

M.Z.

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PER UNA CASA GIOVANE

Chi l’ha detto che un’opera ad affresco non può stare in una casa minimal e contemporanea?
Niente affatto. Ai giovani piace eccome, perché le nuove generazioni amano molto le contaminazioni e sanno quanto è interessante comporre la propria casa con stili e linguaggi differenti che nell’insieme esprimono il loro modo di essere.
Gli interni di una villa privata: alle pareti due affreschi di Klimt

Gli interni di una villa privata: alle pareti due affreschi di Klimt

Sicuramente hanno le loro preferenze. Diciamo che gli affreschi più in voga sono quelli in stile Liberty e “Tiffany”: i ritratti delle dive del cinema e dello spettacolo, da Audrey Hepburn a Marylin Monroe, i pezzi che rievocano l’immaginario dei miti degli anni Cinquanta e Sessanta, ma anche opere più complesse, come i soggetti di Klimt o i disegni di Leonardo. Per approfondire l’argomento ho fatto due chiacchiere con Alberto Mariani, titolare insieme a Laura ed Alessandro di Mariani affreschi.

Qual è l’approccio dei giovani agli affreschi?
Fino a qualche tempo fa la clientela percepiva l’affresco come un prodotto “classico”. Da un paio d’anni a questa parte, grazie alla ricerca di nuovi soggetti e all’introduzione di stili più contemporanei, siamo riusciti a conquistare anche quella fascia che predilige lo stile moderno.
La bellissima Marylin Monroe, in un affresco firmato Mariani

La bellissima Marylin Monroe, in un affresco firmato Mariani

Che cosa può dare un vostro affresco inserito in una casa moderna?
Che un affresco sia classico o moderno, a seconda della scelta del giovane (anche artistica oltre che di arredamento), una casa moderna ne riceve un calore che non squilibrerà in nessun modo le linee di fondo volute dall’architetto.
L’affresco è una tecnica di assoluta naturalità: nei colori, nelle sfumature e nei cromatismi. Per questo, un affresco, che sia classico o moderno, si può inserire alla perfezione in un ambiente contemporaneo. Senza dimenticare che lo stile di una casa dev’essere innanzitutto in linea con chi la abita.

Gli interni di una casa moderna: appeso alla parete destra un affresco de "L'uomo di Vitruvio" di Leonardo

Gli interni di una casa moderna: appeso alla parete destra un affresco de "L'uomo di Vitruvio" di Leonardo

Si può anche osare quindi?

Non possiamo dimenticarci che le soddisfazioni più grandi dei giovani che hanno comprato da noi sono venute proprio da scelte coraggiose, dove la mescolanza di stili, senza il timore di inserire il classico anche in un ambiente moderno, ha permesso di ottenere i risultati più originali ed inaspettati.
Anche i più convinti sostenitori del minimalismo hanno capito che la forza del colore e della bellezza artistica in senso assoluto non destabilizzano linee e criteri moderni, ma ne esaltano l’originalità.
M.Z.
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PROFUMO DI PRIMAVERA IN UN AFFRESCO

Marzo è il mese dei fiori. Iniziano a spuntare le prime margherite e di mattina ci svegliamo con il dolce canto degli uccellini. La primavera, così come l’autunno, è una stagione di passaggio che da sempre ispira pittori, poeti e artisti. La rappresentazione dei fiori è definita nel linguaggio pittorico “natura morta” e insieme alle espressioni floreali ci può essere la frutta, ma anche oggetti di vario tipo come gli strumenti musicali.
Un affresco a tema floreale con strumenti musicali by Mariani Affreschi

Un affresco a tema floreale con strumenti musicali by Mariani Affreschi

Decorare un ambiente della propria casa con un affresco a tema floreale è un’idea amata da molti. Si tratta di un disegno facile da inserire in uno spazio, preferibilmente classico, ma che può anche stare in un’ambientazione moderna e che anzi la può scaldare.
Per approfondire il tema ho fatto una breve intervista  a un’artista di Mariani Affreschi.
Tempo di primavera, tutta la magia in un affresco (by Mariani)

Tempo di primavera, tutta la magia in un affresco (by Mariani)

A cosa ti ispiri quando realizzi un affresco a tema floreale?

A me piacciono molto i fiori e li conosco bene. Nel mio caso è una vera passione e comunque per realizzare delle rappresentazioni di questo genere bisogna avere una certa sensibilità per la natura e farsi ispirare dal profumo, dai colori, dalla bellezza.
Nella storia della pittura quali sono gli artisti che si sono dedicati maggiormente alla natura morta?
Sicuramente i pittori fiamminghi. Se tu guardi le loro nature morte sono minuziose e curate nei minimi dettagli, a tal punto che puoi vedere le venature delle foglie. Comunque tutti i pittori hanno affrontato la natura morta. Caravaggio vedeva nella natura morta “la non perfezione della vita”. Gli impressionisti dipingevano en plain air, direttamente nei prati per “cogliere l’attimo”. Gli espressionisti cercavano di riprodurre l’anima delle cose.
Ecco un esempio perfetto di ambientazione di un affresco floreale in una casa moderna

Ecco un esempio perfetto di ambientazione di un affresco floreale in una casa moderna

Dove possiamo mettere un affresco floreale?

È un pezzo che si adatta bene in molti ambienti. In una casa classica, di campagna, rustica, ma perché no, anche moderna, per dargli un tocco di colore e poesia.
M.Z.
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COME UN CIELO DI STELLE: I SOFFITTI DECORATI A FOGLIA ORO

“Tutto il cielo è popolato di stelle. Sono le stelle piccolissime e immense. Sono punti d’un ricamo luminoso che scintillano su un velluto cupo, che tramano su un velo diafano, che impallidiscono su una seta cilestrina. Sono lucciole erranti per prati infinitamente vasti, con un palpito continuo, mai stanco”.
L’autore di questo pensiero è lo scrittore di libri per infanzia Giuseppe Fanciulli.
In questa citazione mi piaceva l’idea delle stelle come “punti di un ricamo luminoso”.
Impreziosisce l'ambiente e rende unico lo spazio: un soffitto decorato a foglia oro by Mariani Affreschi

Impreziosisce l'ambiente e rende unico lo spazio: un soffitto decorato a foglia oro by Mariani Affreschi

Un ricamo non è altro che un decoro e oggi tratteremo, appunto, della magia dei soffitti decorati a foglia oro. Stiamo parlando di artigianato puro.

Quando si realizza un affresco di questo tipo l’artista, come prima cosa, disegna a mano libera il decoro direttamente sul soffitto. È un’operazione delicata, che nasce dalla fantasia del pittore e dalle richieste del committente, ma anche dalle dimensioni dell’area da decorare.
'artista prepara a mano libera lo "sviluppo" del decoro

L'artista prepara a mano libera lo "sviluppo" del decoro

I motivi si ispirano alla tradizione classica, ma in ogni opera c’è sempre il tratto speciale dell’artista e l’estro di quel momento.
Dopo aver realizzato il “ricamo” viene applicata la foglia oro sul decoro stesso o sul fondo del decoro. In quest’ultimo caso il decoro sarà realizzato con colori chiaroscuri. Infine si profilano i decori per esaltarne le forme e il contrasto con l’oro.
L'artista applica la foglia oro

L'artista applica la foglia oro

L'ultimo tocco: il profilo della foglia oro e il soffitto è un'opera d'arte

L'ultimo tocco: il profilo della foglia oro e il soffitto è un'opera d'arte

Gli artisti di Mariani Affreschi hanno realizzato soffitti decorati a foglia ora in residenze private o luoghi pubblici sparsi in tutto il mondo.
Fa parte della filosofia dell’azienda promuovere il senso dell’unicità che appartiene a ogni opera fatta a mano e che da sempre distingue il buon artigianato italiano.
Per capire la bellezza di questi affreschi basta guardare le immagini.
Un soffito affrescato a foglia oro di una residenza privata

Un soffito affrescato a foglia oro di una residenza privata

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PAESAGGI D’AUTORE: LA COLLEZIONE FIRMATA MARIANI

Raccontano la natura e i suoi colori, ci deliziano ogni giorno e regalano all’ambiente un’atmosfera calda, delicata e raffinata. Sono i paesaggi: d’inverno, d’estate, in primavera, con le tinte romantiche dell’autunno, in qualunque veste ci fanno sognare e possono trovare spazio perfettamente sia in una casa moderna che in una più classica.
Uno splendido paesaggio firmato Mariani ambientato in un salotto

Uno splendido paesaggio firmato Mariani ambientato in un salotto

Mariani Affreschi da anni si dedica a questi soggetti molto amati e con l’esperienza dei suoi artisti ha creato una collezione ad hoc dedicata a questo tema intramontabile. Prendendo spunto e ispirandosi alle affascinanti ville venete, ai giardini e alle ambientazioni un maestro d’arte di Mariani ha elaborato una vasta collezione di affreschi inserendo colorazioni che richiamano il bianco della pietra, il rosato dei marmi, il verde dei parchi e delle colline.

“Abbiamo deciso di creare una collezione di affreschi “trompe l’oeil” – mi spiega Laura Mariani – perché si tratta di un genere pittorico  senza tempo che crea un effetto romantico in qualsiasi abitazione, dando colore, bellezza e luminosità alle stanze.
Tralci di glicine, rampicanti, richiami alle antiche ville venete, vedute romantiche, ambientazioni da favola. Questi “tocchi di realtà” realizzati ad affresco impreziosiscono le nostre case e le rendono ancora più belle e interessanti”.
I colori morbidi e sfumati, la luminosità dell'affresco, la magia del paesaggio realizzata da un maestro d'arte di Mariani

I colori morbidi e sfumati, la luminosità dell'affresco, la magia del paesaggio realizzata da un maestro d'arte di Mariani

Anche se la tradizione dei pittori dal Seicento all’Ottocento si è orientata sulla pittura a olio per questo tipo di soggetti, le emozioni che ci dà un paesaggio realizzato ad affresco sono inimitabili: la leggerezza dei colori data dalla pennellata rapida, il soggetto non eccessivamente definito, l’atmosfera tra sogno e realtà. Sono tutti aspetti tecnici che rendono l’opera più fruibile e ci danno la sensazione di vivere il quadro, proprio come se stessimo passeggiando tra quelle colline e sentissimo il calore del sole e il profumo del vento.

M.Z.

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MARIANI AFFRESCHI VESTE CON GEORGE BARBIER LA SALA DEGLI SPOSI DI VILLA GIULIA A ISCHIA

Parlano d’amore. Esprimono in modo simbolico l’unione tra uomo e donna ed evocano il momento più bello, quello del matrimonio.
Per impreziosire la sala degli sposi di Villa Giulia a Ischia, la famiglia Leonessa si è affidata alla maestria di Mariani che, con la mano dei suoi artisti, ha realizzato alcuni affreschi in una delle meravigliose stanze della residenza napoletana.
L'Avance - George Barbier

L'Avance - George Barbier

Gli affreschi, composti con le antiche tecniche originali, raffigurano alcuni soggetti di George Barbier. La scelta dei soggetti è finalizzata a raccontare l’arte della seduzione e del corteggiamento, una tematica molto amata dagli artisti di tutti i tempi e la cornice ideale per la sala degli sposi di Villa Giulia.
Le opere sono state realizzate a mano da maestri affrescatori e ogni scena è stata reinterpretata seguendo il tocco personale e le emozioni dell’artista.
La bellezza di questi affreschi non si trova solo nel disegno che si rifà all’arte di Barbier, ma anche nella speciale interpretazione che rende ogni pezzo unico e inimitabile.
A rendere ancora più affascinanti le opere sono alcuni abbellimenti, come gli swarovski sugli abiti delle donne, la luna d’argento e altri tocchi preziosi.
Oui - George Barbier

Oui - George Barbier

Ma chi era George Barbier? Francese, Barbier nacque a Nantes nel 1882. Si occupò fin dall’inizio della sua carriera di costumi per l’allestimento di balletti e rappresentazioni teatrali, divenendo famoso per la sua attività di illustratore di moda. Per venti anni guidò l’Ecole des Beaux Arts. Barbier fu anche designer di gioielli e realizzò creazioni in vetro e carte da parati. Scrisse a lungo per la prestigiosa Gazette du Bon Ton. Negli anni Venti lavorò come costumista per Les Follies Bergere.

Morì nel 1932, all’apice del suo successo.
M.Z.
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L’ELEGANZA DEL SÉPARÉ

È quell’elemento a cui magari non si pensa quando si progetta una casa perché si è troppo presi a seguire i “lavori grossi” dell’abitazione, come l’impianto elettrico, l’illuminazione, la scelta dei pavimenti e la disposizione degli spazi. Ma è proprio durante la fase della progettazione che si dovrebbe riflettere su come certi elementi potrebbero farci risparmiare tempo, denaro (e cemento) e risolvere  eventuali problemi di disposizione degli ambienti. Se poi aggiungiamo il fatto che questo elemento potrebbe anche impreziosire ancora di più gli spazi, non dovremmo avere dubbi.
Un séparé affrescato con il tema del paesaggio realizzato da un'artista di Mariani Affreschi

Un séparé affrescato con il tema del paesaggio realizzato da un'artista di Mariani Affreschi

Il séparé affrescato è un’ottima soluzione sia per, come dice la parola, separare alcuni spazi (senza dover alzare un muro) ma anche per arricchire gli ambienti. Qui gioca un ruolo fondamentale la tipologia di séparé e, certamente, un séparé affrescato ci può regalare emozioni particolari, rispetto magari a un séparé stampato o di altro tipo.
Ricordiamoci che la tecnica dell’affresco è un metodo molto antico, che permette di far rivivere attraverso i colori e l’abilità dell’artista che realizza l’opera pezzi d’arte senza tempo.

Questa volta il soggetto è una donna in stile liberty, by Mariani Affreschi

Questa volta il soggetto è una donna in stile liberty, by Mariani Affreschi

Nelle immagini possiamo vedere alcune realizzazioni di Mariani Affreschi: da quella più classica, un fregio elegante e raffinato realizzato con la tecnica dello strappo d’affresco e rifinito in foglia oro con un velo di raso sul retro, ai soggetti più svariati, dalle donne liberty ai paesaggi.
M.Z.
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PERCHE’ IL VERO AFFRESCO NON STANCA MAI

Le riflessioni sono sempre importanti. Riflettere, conoscere, capire cosa sta dietro le cose  sono tutte azioni che stanno alla base della vita umana, di una vita consapevole e completa.
Ecco perché in questo articolo mi soffermerò, come ho già fatto altre volte, sul concetto di autenticità dell’affresco. In particolare cercheremo di capire l’importanza dell’utilizzo della tecnica a strappo dal muro, affinché un affresco possa chiamarsi tale.
Una premessa è necessaria: quando parliamo di affresco ci riferiamo a un prodotto artistico che vanta una tradizione millenaria che non conosce e non può conoscere le modalità di produzione in serie. Dietro un affresco, quindi, c’è una storia antica che non va mai dimenticata e che accresce il valore esclusivo e pregiato del prodotto, anche se questo viene realizzato nel 2010.
La squadra di decoratori di affresco di Mariani al lavoro

Artisti al lavoro presso il laboratorio della Mariani Affreschi

Se rispettiamo la storia di questo prodotto affascinante, dobbiamo quindi rifarci alle tecniche originali e una di queste è quella “a strappo”. Michele Comini, tecnico d’arte di Mariani Affreschi, ci spiega cosa vuol dire. “Dopo avere eseguito l’affresco a muro ed atteso che l’intonaco dipinto sia ben asciutto, vi si incolla una tela e la si “strappa” dal muro. A questo punto si ottiene una tela sulla quale abbiamo il dipinto “in negativo”. La fase successiva consiste nel “riporto” per trasferire “in positivo” il dipinto. Si procede quindi ad incollare una seconda tela sul retro di quella strappata, si scioglie la prima colla e si stacca la prima tela. In questo modo l’affresco resta trasferito sulla seconda”.
Ora che abbiamo ben chiara la tecnica possiamo entrare nell’argomento e lo facciamo insieme a uno dei titolari dell’azienda bresciana, Alberto Mariani.
Come si distingue un vero affresco da uno falso?
A occhio nudo la distinzione non è semplice, ci vuole un occhio esperto per notare la differenza. Generalmente i colori sono meno naturali, ma, come ripeto, l’osservatore deve avere termini di paragone effettivi. Le differenze si possono verificare, tuttavia, con il tempo: l’affresco finto tende a sopportare meno fattori come luce, umidità, acqua, agenti atmosferici, perdendo sostanza nel colore. Talvolta, addirittura, in condizioni climatiche esasperate si rischia anche che il colore si stacchi dalla tela. La differenza unica e sostanziale tra un vero affresco ed uno finto è che il vero affresco deve essere eseguito su uno strato di malta fresca, utilizzando la calce come legante e le terre come colori e la realizzazione deve necessariamente avvenire nei tempi in cui l’intonaco (la malta) è umido.

La tecnica dello strappo by Mariani Affreschi

La tecnica dello strappo by Mariani Affreschi

Perché la tecnica a strappo è fondamentale nell’affresco?
È incontrovertibile che un affresco autentico dev’essere realizzato su un supporto murario, che non può essere facilmente trasportato e ricollocato in un ambiente domestico come un complemento d’arredo. Lo strappo permette la rimozione del solo colore e la facile trasportabilità del dipinto che diventa pertanto un articolo commerciabile a tutti gli effetti mantenendo tutte le proprietà chimico-fisiche dell’affresco su muro, ma con la nuova fondamentale caratteristica di essere su una tela e di avere un peso infinitamente inferiore, adattandosi pertanto alle esigenze dell’arredamento.
Voi siete tra i pochissimi che realizzano ancora affreschi “artigianali” e autentici. Perché lo fate?
Perchè questo ci distingue sempre più dal mercato di massa identificandoci come azienda leader in una specifica nicchia che conosciamo perfettamente; ciò significa fornire ai nostri clienti un prodotto autentico con tutti i vantaggi del caso: la bellezza, la resistenza, l’autenticità. Non da ultimo, le reazioni chimiche che avvengono durante la realizzazione del vero affresco (come la carbonatazione del colore), conferiscono ai colori una morbidezza ed una naturalezza senza eguali oltre a renderli estremamente resistenti nel tempo. Come diceva nostro padre, fondatore dell’azienda, “il segreto dell’affresco è che non stanca mai”.
M.Z.
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VOGLIA DI PRIMAVERA: LE NUOVE TENDENZE DEL 2010

C’era anche Mariani Affreschi all’ultimo Macef di Milano.
Insieme a un’ottantina di aziende, i titolari della ditta bresciana si sono ritrovati al padiglione 9 per un grande ed esclusivo evento chiamato la “Casa in Fiore”.
Il progetto, presentato dal Gruppo Classico Italiano di Federlegno-Arredo e coordinato dall’architetto Barbara Villari, ha riunito tutte le realtà leader nel settore del complemento d’arredo, del mobile, della cucina come perfetti testimonial del più autentico made in Italy per esporre alla Casa in Fiore i nuovi prodotti realizzati con un tema ben preciso:  quello della primavera.

Un'opera realizzata da Mariani Affreschi esposta durante "Casa in Fiore" alla fiera Macef 2010

Un'opera realizzata da Mariani Affreschi esposta durante "Casa in Fiore" alla fiera Macef 2010

“La scelta del tema dominante è caduta sulla primavera – ha spiegato l’architetto Villari – perché è straordinariamente evocativa di concetti come rinascita, natura, freschezza, ottimismo; tutti aspetti molto attuali del nostro modo di vivere, di produrre e di consumare. Un tema, peraltro, che ci consente di mostrare con facilità un ampio range di prodotti e di stili, per anticipare una casa che sarà molto eclettica, contaminata da oggetti classici e contemporanei di design”.
Queste, quindi, sono le espressioni che influenzeranno l’arredo del 2010. Una tendenza condivisa appieno da Laura Mariani che ci spiega la sua idea di primavera nei nuovi affreschi Mariani. “Si sente nell’aria un desiderio di freschezza, di note dolci e profumate, di ritorno al classico, tenendo in considerazione tutto quello che abbiamo passato finora.

Fiori e profumo di primavera: le nuove tendenze in un affresco realizzato da Mariani

Fiori e profumo di primavera: le nuove tendenze in un affresco realizzato da Mariani

I colori chiari, il bianco, lo champagne: nuance delicate e leggere, sempre raffinate e mai scontate. Con estrema delicatezza l’oggetto classico si abbina all’hi-tech, perché non si può dimenticare il presente in cui viviamo. Il tema del fiore torna nei nostri affreschi, insieme al liberty, alle tinte delicate, al bianco, all’oro, agli elementi decorativi. Ecco che allora un’opera classica come la “Primavera del Botticelli” viene reinterpretata in chiave moderna e si arricchisce di fiori di cristalli, pietre lavorate, swarosky, un luccichio di arte, bellezza e speranza ”. C’è voglia di ottimismo, insomma, di guardare al futuro considerando l’eredità preziosa del passato. Un desiderio che si traduce nella produzione artistica del nostro paese rinomata in tutto il mondo per l’abilità e maestria dei nostri artigiani.

Che, lo speriamo davvero, ci stupiscano ancora.
M.Z.
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WE LOVE ITALY: LA PASSIONE JAP PER IL BELPAESE

Amano le nostre città, soprattutto Venezia, Firenze, Roma e Milano. Le amano per la loro storia, per i paesaggi e le vedute, per il cibo (pizza al primo posto), per l’arte e anche per lo shopping.

Lo stand di Mariani Affreschi alla fiera giapponese "Interior Lifestyle" di Tokyo

Lo stand di Mariani Affreschi presso il Grande Magazzino Mitsukoshi (Nihombashi, Tokyo) durante la Settimana Culturale Italiana

Se ci pensiamo bene, in realtà, giapponesi e italiani hanno molto in comune: al di là del grande boom del sushi che ha ormai contagiato quasi tutto lo Stivale, possiamo dire che la voglia di vivere e la positività nei confronti della vita e del mondo è un sentire comune.
Questo aspetto della cultura giapponese si riflette anche nelle sue passioni artistiche e un esempio concreto può essere il desiderio dei giapponesi di portare nelle loro città i sapori, i profumi, la storia e le forme della bella Italia.
Qualche anno fa, Mariani Affreschi è stata scelta come azienda per realizzare tutta la decorazione del nuovo centro commerciale “Porta” che collega la stazione di Yokohama al centro della città.

Gli interni dello shopping center "Porta" a Yokohama: gli affreschi firmati Mariani decorano tutti i soffitti

Gli interni dello Shopping Mall "Porta" a Yokohama: gli affreschi firmati Mariani decorano tutti i soffitti

Gli splendidi affreschi a soffitto, che decorano il cielo dei negozi giapponesi, raccontano e rievocano la storia e le bellezze del nostro paese: ci sono particolari di piazze e luoghi d’arte, paesaggi e vedute mozzafiato, rappresentazioni di tradizioni, usi e costumi tutte italiani, le botteghe dove lavoravano i nostri nonni, la ricostruzione degli anni Cinquanta, il periodo d’oro e i mitici Sessanta.
Ma ci sono anche i protagonisti della storia dell’arte mondiale e soprattutto del Rinascimento: le opere di Michelangelo, Leonardo, Raffaello.
Queste scene di vita italiane, raccolte in una cornice di affreschi con angeli musicanti, arredano gli interni del centro commerciale giapponese e ricordano i loro gusti: l’amore per la luce e per i colori chiari, la passione per i paesaggi e l’armonia.

Gli interni di un grande magazzino in Giappone

Gli interni del prestigioso Shopping Mall di Yokohama, interamente dedicato all’Italia

Elementi che sono anche espressione del carattere della gente, sempre solare, positiva e alla ricerca di un equilibrio con il mondo.
M.Z.
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COME SI REALIZZA L’AFFRESCO (PARTE TERZA)

Un artista della Mariani Affreschi durante l'esecuzione di un paesaggio ad affresco

Un artista della Mariani Affreschi durante l'esecuzione di un paesaggio ad affresco

Dopo aver eseguito lo spolvero, stando attenti a non sporcare la giornata precedente, si disegnano i contorni con una tinta scura ma non troppo carica (es. terra d’ombra naturale) si cominciano a stendere i toni di base e le campiture, in questo momento il muro assorbe perfettamente ogni pennellata, permettendo così di definire i particolari e le sfumature.

Finito questo “momento magico” in parte prolungabile spruzzando di frequente acqua sull’intonaco, senza però renderlo mal fradicio, conviene passare rapidamente alle velature; è bene non esagerare altrimenti si finirebbe con l’appesantire troppo il dipinto.

Al termine della giornata il muro comincia a respingere il colore, le pennellate diventano irregolari e cominciano a colare: è il momento di smettere.

Anche durante le giornate successive sarà bene bagnare l’intonaco già ultimato affinché la calce non aggredisca eccessivamente i colori asciugando troppo rapidamente, o se l’ambiente è troppo asciutto, non si screpoli.

Quando si pensa ai dipinti eseguiti ad affresco, spesso si nota una gamma cromatica limitata rispetto ad altri tipi di pittura, ad esempio l’olio o la tempera o le vernici acriliche.

La tavolozza del “frescante” è costituita da colori con requisiti particolari proprio per il tipo di legante impiegato, la calce, che per la sua forte alcalinità è molto selettiva.

I pigmenti per l’affresco devono essere chimicamente stabili, privi di componenti acide. Organiche o inorganiche che tenderebbero a reagire con la calce alterando o decomponendo la tinta.

Un artista della Mariani Affreschi durante un'intervento ad affresco presso il Castello di Montalfeo di Pavia

Un artista della Mariani Affreschi durante un'intervento ad affresco presso il Castello di Montalfeo di Pavia

Il pigmento ideale, in polvere fine ma non microscopica, è una terra naturale del gruppo degli ossidi o degli idrossidi, dei metalli di transizione come nel ferro, l’alluminio o il manganese, ecc.

A questa categoria appartengono le numerose ocre, gialle o rosse, stabili e resistenti alla luce.

Alle terre naturale appartengono anche alcuni composti chimicamente diversi, prevalentemente silicatici o misti ad ossidi e idrossidi.

I pigmenti di questo tipo sono le terre d’ombra e le terre verdi, sufficientemente stabili, anche se tendono a schiarire durante la carbonatazione.

Tra gli altri tipi di pigmento utilizzabili in affresco vanno ricordati i colori di origine minerale quali il lapislazzulo, la malachite, il blu cobalto.

Tra i colori di origine organica compatibili i più affidabili sono il nero di vite e la terra di Kassel.

Esistono poi alcuni colori di sintesi utilizzabili in affresco con la dovuta cautela, ad esempio i gialli e i rossi di Cadmio.

Il bianco S.Giovanni è un grassello purissimo, invecchiato almeno cinque anni, essiccato e macinato finemente; è un bianco stabilissimo conferisce resistenza a tutti i pigmenti con cui è mescolato.

Vanno evitati tutti i colori contenenti metalli pesanti, acidi, solfuri, sostanze organiche naturali o di sintesi.

Un' artista della Mariani Affreschi durante l'esecuzione di un tendaggio trompe l'oeil ad affresco

Un' artista della Mariani Affreschi durante l'esecuzione di un tendaggio trompe l'oeil ad affresco

Al momento di preparare le tinte bisogna tenere presente che asciugando si attenueranno in modo non sempre uguale fra pigmento e pigmento, in virtù delle caratteristiche del colore usato, della quantità, della densità della tinta preparata.

Sull’affresco il colore deve asciugare lentamente, per questo è utile bagnare il muro anche nei giorni successivi alla lavorazione.

Dopo pochi giorni si riescono ad apprezzare i maggiori cambiamenti anche se la maturazione dell’affresco si compie nel giro di 50/60 anni.

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PER UN NATALE DA VIVERE TUTTI I GIORNI DEL 2010

A volte penso che pretendiamo troppo dal giorno di Natale. Cerchiamo di farci stare il troppo arretrato di gentilezza e umanità di tutto l’anno. A me piace prendere il Natale un po’ alla volta, per tutto l’anno. E perciò mi lascio trasportare fino ad arrivare alle vacanze – lascio che mi colgano di sorpresa – svegliandomi un bel giorno e dicendo improvvisamente a me stesso: “Caspita, questo è il giorno di Natale!”.
Adorazione (particolare) Gherardo delle Notti (1590-1656) Uffizi (Firenze)

Adorazione (particolare) Gherardo delle Notti (1590-1656) Uffizi (Firenze)

È un giornalista americano, Ray Stannard Baker (1870-1946), amico e consigliere del presidente Wilson (Premio Nobel per la pace nel 1919) a scrivere questo pensiero sul Natale.
Un’idea densa di messaggi, che ci piace condividere con tutti voi per scambiarci gli auguri natalizi, ma soprattutto per pensare con ottimismo e fiducia al 2010.
Per il mondo intero, l’anno appena trascorso non è stato di certo facile. La crisi economica ha coinvolto, chi più e chi meno, tutti.
Ascoltando il consiglio del giornalista, ci piacerebbe che questo Natale un po’ più “sobrio” potesse farci restare nelle nostre case, con la famiglia, gli amici e tutte le persone a cui vogliamo bene, per vivere con amore e semplicità la festa più attesa dell’anno, per riflettere sul nostro caro mondo “ammaccato” e pensare con un atteggiamento positivo al futuro.
Per quanto ci riguarda, la Mariani Affreschi, essendo un’azienda a conduzione familiare, ha sempre cercato di lavorare con grande passione e amore, credendo fortemente nel valore del made in Italy, e cercando di creare, con i propri clienti, non solo un rapporto di business, ma anche di amicizia, di stima e di confronto virtuoso.
Da sinistra Laura, Alberto e Alessandro Mariani, titolari di Mariani Affreschi

Da sinistra Laura, Alberto e Alessandro Mariani, titolari di Mariani Affreschi

Sperando di essere riusciti nell’intento e di continuare a farlo,
vi auguriamo i nostri più sinceri auguri di buone feste, con l’auspicio di ritrovarci più  sereni nel 2010 e di vivere un anno pieno di idee, di buone sorprese e di felicità.
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COME SI REALIZZA L’AFFRESCO (PARTE SECONDA)

Affresco in corso di realizzazione presso la Mariani Affreschi

Affresco in corso di realizzazione presso la Mariani Affreschi

Le malte sono costituite da un legante e da un inerte o agglomerato impastato con l’acqua.

Nel caso dell’affresco si usano malte aeree, che fanno presa a contatto con l’acqua, mentre le malte più tipicamente idrauliche, che si consolidano anche sott’acqua, sono meno adatte o del tutto incompatibili con questa tecnica pittorica, come del resto tutte le malte cementizie.

Gli agglomerati o inerti nella malta hanno funzione di matrice di sostegno; possono essere costituiti da sabbia, polvere di marmo, cocciopesto, pozzolana, ecc..

La sabbia per la preparazione delle malte può essere fine o grossolana a seconda dei casi:

  1. grossolana: con granuli da 2 a 5 mm per il rinzaffo
  2. media: con granuli da 0,5 a 2 mm per l’arriccio
  3. fine: con granuli fino a 0,5 mm per l’intonachino.

La sabbia deve essere di fiume, priva cioè di cloruri di sodio e di potassio presenti nelle sabbie marine.

Gli strati di intonaco per una parete destinata all’affresco sono normalmente tre:

  1. rinzaffo o rabboccatura
  2. arriccio o arricciato
  3. intonachino, tonachino, velo o intonaco di rifinitura

Il rinzaffo si applica sul muro grezzo accuratamente inumidito, è composto da sabbia grossolana e grassello nelle proporzioni di 2 parti e 1 rispettivamente, oppure da tre parti di sabbia e un di grassello quando quest’ultimo sia di ottima qualità.

L’applicazione viene gettando con forza la malta contro il muro tramite la cazzuola.

La superficie che si ottiene deve essere uniforme ma scabra, sì da fornire un solido attacco all’arriccio.

Lo spessore ottimale è compreso tra 1 e 2 cm.

Particolare durante l'esecuzione dell'affrescoParticolare durante l’esecuzione dell’affresco

L’asciugatura deve essere lenta e omogenea, per evitare crepe e sollevamenti.

Quando la superficie è pronta, si stende l’arriccio o arricciato, composto da sabbia media e grassello di calce in rapporto 3:1 o 2:1 se la sabbia è più grossolana o la calce è più magra; lo spessore si aggira attorno al centimetro.

Successivamente si batte lo spolvero e si dipinge la sinopia che servirà da schema per la realizzazione delle giornate.

Quando l’arriccio è sufficientemente consolidato si passa all’esecuzione delle giornate, si procede dall’alto in basso, per evitare di sporcare le giornate precedenti.

La scelta della superficie da lavorare giorno per giorno va fatta in anticipo in base alla collocazione, alla complessità e alla propria velocità di esecuzione.

Nell’applicare l’intonachino è bene stenderlo più abbondante rispetto al margine della giornata prescelta.

L’intonachino è composto di sabbia fine e grassello nelle proporzioni 2:1 o 3:1 o anche 1:1 secondo lo stesso criterio usato per l’arriccio; in questo caso però la superficie va lisciata finemente ed il suo spessore deve essere sensibilmente inferiore rispetto all’arricciato (ad es. 4/5 mm nel caso di un arriccio di 1 cm) poiché più facilmente può screpolare.

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NELLA MENTE DELL’ARTISTA: LE “BOZZE” CHE ARREDANO

Stanno bene in una casa dall’arredo classico, ma anche, e direi soprattutto, in un loft moderno. Riflettono i pensieri dell’artista, la sua genialità istantanea, il suo studio e la sua ricerca. Possono trasmettere anche grandi ispirazioni, se li guardiamo bene.
Ecco una perfetta mbientazione in una casa moderna di una riproduzione realizzata da Mariani Affreschi dell'Uomo Vitruviano di Leonardo

Ecco una perfetta ambientazione in una casa moderna di una riproduzione realizzata da Mariani Affreschi dell'Uomo Vitruviano di Leonardo

“Questi tipi di opere – spiega Alberto Mariani – sono riproduzioni di studi di grandi artisti come Michelangelo, Raffaello, Leonardo. L’aspetto interessante è che sono monocromatici e quindi si possono adattare a qualsiasi tipo di ambiente. La bellezza di questi pezzi sta nella loro natura, si tratta di bozzetti realizzati da maestri dell’arte. Ci sono molti clienti che apprezzano questi soggetti, in particolare gli appassionati del Rinascimento, gli amanti di Leonardo, di Michelangelo e di molti altri autori dotati di una spiccata genialità che si riflette proprio nelle prime bozze”.
Oltre a essere perfetti per ogni ambiente, quindi, ci fanno emozionare trasmettendo “l’attimo artistico” nella sua forma più pura.
Uno splendido affresco di Mariani basato su una riproduzione di un soggetto di Michelangelo

Uno splendido affresco di Mariani basato su una riproduzione di un soggetto di Michelangelo

Per approfondire l’argomento ho ritenuto interessante coinvolgere anche uno degli artisti della Mariani Affreschi che ha realizzato, tra le altre opere, un’affascinante riproduzione della Battaglia di Anghiari.

Alcune "donne" di Raffaello realizzate da Mariani Affreschi

Alcune "donne" di Raffaello realizzate da Mariani Affreschi

Quali sono le difficoltà che hai incontrato nel realizzare la Battaglia di Anghiari?
Innanzitutto c’è da fare una precisazione. Il pezzo originale è di Leonardo, ma l’opera su cui mi sono basato è una copia fatta da Rubens sui frammenti della Battaglia di Leonardo che erano rimasti sul muro. Le difficoltà stanno proprio nel disegno in senso stretto, nella composizione del gruppo, nella riproduzione dell’intreccio. Le prospettive dei cavalli e delle gambe sono piuttosto forzate e l’aspetto più difficile sta proprio nel ricrearle. Comunque è un pezzo che dà grandi soddisfazioni.

Una riproduzione realizzata da un artista di Mariani Affreschi della Battaglia di Anghiari

Una riproduzione realizzata da un artista di Mariani Affreschi della Battaglia di Anghiari

E cosa ne pensi di queste “bozze d’autore”?
È uno dei soggetti che si adatta meglio a un arredamento minimalista e moderno. Anche il fatto di essere monocromi, consente di ambientarli con facilità ovunque, senza togliere nulla all’aspetto emozionale, che è davvero forte se si pensa che rappresentano la ricerca autentica di grandi maestri.

M.Z.

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VERO O FALSO? IL VALORE DELL’AUTENTICITA’ (PARTE SECONDA)

Continua la nostra riflessione sul valore dell’autenticità nella creazione artistica. Nell’ultimo articolo dedicato a questo tema, parlando con Laura Mariani, titolare insieme ad Alberto e Alessandro di Mariani Affreschi, avevamo provato a considerare l’importanza dell’espressione artistica che ogni interprete può dare a un’opera.
Oggi ci occupiamo di uno dei pezzi più famosi e amati della storia dell’arte mondiale, vale a dire il mitico “Bacio” di Gustave Klimt. Il bacio Il bacio è un dipinto ad olio su tela (di cm 180 x 180) realizzato nel 1907-08 dal pittore austriaco. Quest’opera, in pieno accordo con i canoni dello stile Liberty, è dipinta con decorazioni e mosaici (Klimt aveva un debole per i mosaici di Ravenna) in color oro sullo sfondo.
Gustav Klimt, "Il Bacio", dipinto a olio su tela

Gustav Klimt, "Il Bacio" - olio su tela

L’uomo, in piedi, si piega per baciare la donna che sta inginocchiata sul ‘prato’ tra i fiori. Lei sembra accettare il bacio, partecipando emotivamente. Solo la faccia e le braccia dei personaggi sono realistiche, il resto del quadro è formato da tinte piatte e volumi geometrici accostati. Il viso della donna stretto fra le mani dell’uomo, il quale ha il braccio della femmina sul collo. La coppia è contornata da un ovale. Nella parte d’oro che ricopre l’uomo vi sono figure rettangolari e in bianco e nero, mentre la donna sembra essere punteggiata con mazzi di fiori ed è caratterizzata da forme rotondeggianti e prive di ogni possibile spigolo. Oltre ad avere un forte connotato simbolico, il dipinto spicca per la sua bellezza e armonia e ci regala emozioni molto intense.
Sulla destra un'interpretazione de "Il Bacio" di Klimt realizzato da un'artista di Mariani Affreschi

On the right, an interpretation of Klimt’s “The Kiss” painted by an artist at Mariani Affreschi

Per indagare il concetto di riproduzione dell’opera mi sono affidata all’artista che realizza questo pezzo per Mariani Affreschi.
Come si interpreta un dipinto così famoso?
Io mi affido sempre all’opera originale per prendere il maggior spunto possibile. E’ un pezzo molto affascinante che, come tutti quelli di Klimt, rappresenta simbolicamente fasi e momenti della vita, temi universali in cui tutti si possono riconoscere e credo sia anche questo il motivo del suo successo.
E tecnicamente come lo affronti?
Per riuscire a interpretare nel modo giusto un dipinto di questo tipo è importante fare un discorso sulla tecnica. L’affresco è diverso dal dipinto a olio, si tratta di una tecnica particolare perché si interagisce con l’acqua e la terra e quindi bisogna essere molto concentrati a cogliere l’attimo per ottenere una resa il più possibile fedele all’originale.

Uno splendido affresco de Il Bacio di Klimt realizzato da un'artista di Mariani Affreschi

Uno splendido affresco de Il Bacio di Klimt realizzato da un

Per questo motivo nella resa finale dell’affresco ci possono essere delle differenze, che però non tolgono nulla perché sono l’espressione dell’artista che realizza l’opera in quel determinato momento e quindi, a loro volta, autentiche.
M.Z.
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NUOVE ATMOSFERE PER IL VOSTRO BENESSERE

Quante volte avremmo voluto rinnovare l’ambiente più intimo e privato della nostra casa e poi, magari, per la paura di “rompere i muri e i pavimenti” non l’abbiamo fatto?
Raffinato ed elegante ecco un esempio di un'opera realizzata da Mariani Affreschi e inserita in un bagno particolare

Raffinato ed elegante ecco un esempio di un'opera realizzata da Mariani Affreschi e inserita in un ambiente bagno LineaTre

Forse non avevamo pensato a una delle soluzioni più interessanti  – e meno invasiva – per regalare una nuova atmosfera alla stanza delle coccole per eccellenza.
Realizzare un affresco in un locale bagno è un’idea molto creativa, che rinnoverà piacevolmente lo spazio del vostro benessere, senza modifiche strutturali. Infatti l’affresco può essere incollato direttamente sulla parete o collocato  sul vecchio rivestimento, tramite un adeguato supporto.

Anche un'opera di Klimt può essere lo sfondo ideale per una doccia. La realizzazione è di Mariani Affreschi
Anche un’opera di Klimt può essere lo sfondo ideale per una doccia. La realizzazione è di Mariani Affreschi
Sono diversi i soggetti che possono adattarsi in questo tipo di ambiente, ovviamente si prediligono temi raffinati e leggeri per non disturbare la quiete di un momento molto importante della nostra giornata.
Con un’esperienza alle spalle di molti anni, Mariani Affreschi propone soluzioni particolarmente interessanti per l’arredobagno. Sono andata a fare due chiacchiere con Alberto per capire potenzialità ed effetti di questa curiosa e molto amata possibilità di arredo.
Con che criterio viene pensato un affresco per un bagno?
Dipende dai gusti del cliente e dal locale in cui verrà inserito. Il bagno è un ambiente estremamente intimo dove qualsiasi scelta è consentita, purchè sia di personale gradimento del proprietario di casa.
Quali sono i soggetti che meglio si adattano a questo tipo di ambiente?
Dal nostro punto di vista prediligiamo i paesaggi, qualora si debba “ingrandire” un bagno di piccole dimensioni, oppure i temi figurativi, molto delicati, che conferiscono grazia e raffinatezza a uno degli ambienti più particolari della casa.

Una donna del Boldini può essere il soggetto perfetto per un ambiente bagno, by Mariani Affreschi

Una donna del Boldini può essere il soggetto perfetto per un ambiente bagno (LineaTre), by Mariani Affreschi

È un lavoro molto richiesto?

È tutto assolutamente in divenire… da pochi mesi abbiamo trovato una soluzione di resinatura per gli affreschi che permette di collocarli anche nei punti più esposti all’acqua, perfino dentro la cabina doccia o come fondo di vasche da bagno in muratura.
Questa scoperta ha aperto una possibilità di decorazione tutta nuova che commercialmente ci ha portato ad espanderci anche verso rivenditori specializzati, impiegando agenti e partecipando a fiere dedicate a questo nuovo settore. M.Z.
Nell'immagine il rendering di un affresco realizzato da Mariani Affreschi per un centro benessere

Nell'immagine il rendering creato dall'architetto Alessandro Dotti di Brescia, dove un affresco classico è proposto per la decorazione parietale di una zona benessere, in una prestigiosa villa privata

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COME SI REALIZZA L’AFFRESCO (PARTE PRIMA)

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IL CIELO IN UNA STANZA: LA MAGIA DI UN SOFFITTO AFFRESCATO

A volte ce li perdiamo. E invece sono lì, proprio sopra la nostra testa. Bisogna sempre guardare cosa c’è sopra la nostra testa. Quando entriamo in una chiesa, in un palazzo, ma anche in una casa. Basta pensarci, alzare lo sguardo. E’ una magia che è un peccato non vivere. Personalmente, è un aspetto che mi ha sempre incuriosito. Decorare un soffitto con un disegno e sapere che rimarrà li per molto tempo e diverrà testimone di storie, parole, chiacchiere, abbracci, sorrisi, silenzi.
Un artista di Mariani Affreschi lavora alla realizzazione di un soffitto affrescato

Un artista di Mariani Affreschi lavora alla realizzazione di un soffitto affrescato

Al di là dell’aspetto poetico, credo sia interessante capire come si realizza concretamente un’opera di questo tipo, quali sono le problematiche o i vantaggi, quali le tipologie più richieste. Abbiamo chiesto a chi da tanti anni li crea di raccontarci i segreti di un soffitto affrescato. Ecco l’intervista con Alberto Mariani.
1) Sono molti i clienti che vi chiedono di ambientare un soffitto?
Il soffitto rappresenta il “tallone d’Achille” nell’arredamento di una casa, in quanto mobili e lampadari, da soli, non sono sufficienti a colmare il “vuoto” costituito da un soffitto bianco. Soprattutto in dimore storiche la decorazione a soffitto è importante quanto la scelta di un pavimento pregiato.
2) In che modo proponete i vostri affreschi?
Nel 99% dei casi è inevitabile eseguire la decorazione direttamente in loco, date le ampie superfici dei soffitti da affrescare integralmente, soprattutto nel caso di soffitti a volti. Quando però il soffitto è piano è possibile incollare lo strappo d’affresco realizzato preventivamente nel nostro laboratorio. In due ore di lavoro si applica un decoro che cambierà per sempre l’aspetto della casa.
Un affresco a soffitto puo' dare a un locale un'atmosfera molto particolare. Ecco un'ambientazione realizzata da Mariani Affreschi

Un affresco a soffitto puo' dare a un locale un'atmosfera molto particolare. Ecco un'ambientazione realizzata da Mariani Affreschi

3) Quali sono gli affreschi più richiesti?
Generalmente, più storica e prestigiosa è la casa e più frequente è il decoro figurativo, tipico dei palazzi antichi. Tuttavia esiste anche un’ampia fascia di clienti che apprezza particolarmente le nostre ultime creazioni nell’ambito dei fregi e delle grottesche da soffitto, in particolare con finitura in foglia oro.
Da non dimenticare, inoltre, la soluzione sempre adottata da nostri clienti proprietari di case liberty, dove il decoro a soffitto è inevitabilmente in stile decorativo-floreale.
4) Quanto tempo ci vuole in media per realizzare un affresco a soffitto?
Questo dipende molto dal tipo di decoro realizzato. Innanzitutto, dipingere sopra la propria testa è più complesso per un’artista e quindi più lungo che lavorare a parete. Nel caso di pittura figurativa, dipingere una figura umana può richiedere anche una giornata di lavoro per un artista. Nel caso di fregi e grottesche, invece, i tempi di esecuzione variano sensibilmente in base alle tipologie di decori.
I soffitti affrescati possono fungere anche da decoro per complementi d'arredo preziosi come questo lampadario. Tutto by Mariani Affreschi

I soffitti affrescati possono fungere anche da decoro per complementi d'arredo preziosi come questo lampadario. Tutto by Mariani Affreschi

5) Quindi il tempo non dipende dalle dimensioni, ma dalla complessità o facilità del soggetto?
Ci sono decori apparentemente semplici e veloci da eseguire che richiedono tempi lunghissimi a causa dei molti “passaggi” che l’artista deve eseguire per ottenere certi effetti “luce-ombra”.
M.Z.
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UN PAESAGGIO TROMPE L’OEIL E’ PER SEMPRE

E’ una finestra da cui si può guardare ogni mattina, una terrazza sul mare o davanti allo spettacolo delle montagne. Un paesaggio trompe l’oeil è intramontabile, è per sempre. Perché si tratta di un genere amato da tutti, che può stare in qualsiasi ambiente e che va oltre le mode. Si adatta come soluzione architettonica di una casa classica, ma è anche un tocco di emozione per degli interni moderni.
Un paesaggio trompe l'oeil ambientato in esterno e realizzato da Mariani Affreschi

Un paesaggio trompe l'oeil ambientato in esterno e realizzato da Mariani Affreschi

Trompe-l’oeil è un termine francese che letteralmente significa “inganna (trompe) l’occhio (l’oeil)”. Stiamo parlando, quindi, di paesaggi realizzati con una tecnica pittorica in cui la cura estrema dei particolari e degli effetti prospettici dà l’illusione della realtà.
Ecco perché guardando un affresco di questo tipo ci sembra di essere in mezzo a un prato, dentro un bosco, davanti al lago e di fronte a tutto quello che la nostra immaginazione può pensare. Per addentrarci in questo soggetto molto amato mi sono affidata alla sensibilità della donna di Mariani Affreschi, Laura Mariani.


Perché i paesaggi trompe-l’oeil piacciono molto?

Si tratta di un tema pittorico amato ed apprezzato quasi universalmente. Chiunque desidera posare gli occhi su una parete e intravedervi uno scorcio di cielo e di verde. Il paesaggio abbatte metaforicamente le mura entro le quali dobbiamo vivere, è un momento di sogno e di evasione. E’ significativo il fatto che la maggior parte degli affreschi esportati in Giappone siano paesaggi. Proprio perchè il Giappone è un paese dove le metrature delle abitazioni sono ridotte al minimo.
Ecco una splendida ambientazione di un affresco a paesaggio realizzato da Mariani Affreschi

Ecco una splendida ambientazione di un paesaggio ad affresco realizzato da Mariani Affreschi

Ma quali sono le tipologie più richieste e come vengono ambientate in una casa?
La tipologia di paesaggio più richiesta è quella del caratteristico trompe l’oeil, con colori tenui, morbidi, con il cielo arioso, l’acqua del mare e la freschezza dei fiori.
La collocazione è spesso funzionale all’esigenza di “aprire” pareti cieche, come la fine di un corridoio o la parete di un androne o di una scalinata.
In molti casi sono richiesti anche per decorare ante di armadi o nicchie di cucina o per completare rivestimenti di pareti in boiserie.
Non resta che provare, cari lettori, le emozioni sono per tutti.
M.Z.

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VERO O FALSO? IL VALORE DELL’UNICITA’

Il vocabolario dice: “Unico, che è senza uguali, in senso assoluto o relativamente ad alcuni aspetti e caratteristiche”. Mi capita spesso, per lavoro, di rifugiarmi nella “bibbia delle parole”. Quando ho qualche dubbio (o voglio togliermelo) apro quel grosso libro con le pagine sottili e trovo sempre una risposta.
Lo spunto viene da Laura Mariani, titolare insieme ad Alberto e Alessandro della Mariani Affreschi.
Un dipinto originale di Alfons Maria Mucha

Un dipinto originale di Alfons Maria Mucha

“Un valore aggiunto delle  nostre opere – mi spiega – è il fatto di essere uniche. Ognuna di esse infatti, anche se è la replica di un soggetto scelto dal nostro catalogo, ha comunque la particolarità di essere eseguita a mano e quindi di essere diversa dall’originale”. Spunto intelligente, che implica ragionamenti impossibili da esaurire con un solo articolo.
In effetti, se ci pensiamo bene, ogni volta che un artista realizza la replica di un soggetto mescola i colori di base per creare le varie tonalità e ogni volta avviene una reazione che può subire degli impercettibili cambiamenti, anche dovuta a fattori esterni come le condizioni climatiche o per le emozioni stesse dell’autore, per la sua condizione psicologica di quel preciso momento in cui sta lavorando all’opera, che non sarà mai uguale ad un altro. La diversità, quindi, è un pregio, non un difetto.
Un'altra interpretazione di un dipinto del Mucha realizzata da un'artista di Mariani Affreschi

Un'altra interpretazione di un dipinto del Mucha realizzata da un'artista di Mariani Affreschi

Avere a casa, per esempio, una donna della Tamara de Lempicka, quella con l’abito verde, famosissima: immaginate di avere una donna tutta vostra, che guarda e si atteggia in un modo unico, esclusivo, fatto solo per voi, fatto da quell’artista che guardando il dipinto originale ha messo un briciolo delle sue emozioni. Lo stesso vale per un dipinto del Mucha o di Klimt.
Un'interpretazione di un dipinto del Mucha realizzata da un'artista di Mariani Affreschi

Un'interpretazione di un dipinto del Mucha realizzata da un'artista di Mariani Affreschi

Copiare, per un artista vero, è impossibile. Accettiamo il suo “lato oscuro”. Portiamolo nelle nostre case come un valore aggiunto.
M.Z.

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SUCCESSO AL SALONE DI MOSCA: TUTTE LE NOVITÁ DAL CROCUS EXPO

Dal 7 al 10 ottobre 2009 i Saloni WorldWide sono tornati per la quinta volta nella capitale russa per il consueto appuntamento annuale al Crocus Expo.
Alessandro e Alberto Mariani nello stand Mariani Affreschi al Crocus Expo di Mosca. Alle loro spalle una riproduzione de “L’Apoteosi D’Ercole” – part. 1 FRANÇOIS LEMOYNE (1688-1737)

Alessandro e Alberto Mariani nello stand Mariani Affreschi al Crocus Expo di Mosca. Alle loro spalle una riproduzione de “L’Apoteosi D’Ercole” di François Lemoyne (1688-1737)

Oltre 360 espositori hanno occupato un’area generale di 32.000 metri quadrati e la fiera ha presentato un’ampia offerta commerciale proponendo il meglio della produzione italiana, con idee e proposte variegate che spaziano dall’arredo classico a quello moderno, fino al più estremo design.
Al padiglione 7 (stand B10) l’azienda bresciana Mariani Affreschi ha portato tutte le novità dell’autunno incontrando un pubblico molto entusiasta e appassionato.
“VOLO DI ANGELO” – isp. TIEPOLO

Un affresco realizzato da Mariani Affreschi, intitolato “Volo d'angelo” ed ispirato al Tiepolo

“I russi sono persone molto curiose – spiega Alberto Mariani –, mostrano interesse per la tecnica, per come vengono realizzati gli affreschi, li apprezzano particolarmente nelle finiture antichizzate. Abbiamo avuto parecchie richieste, tra cui anche la commissione di opere classiche di dimensioni eccezionali, e possiamo dirci davvero soddisfatti delle presenze”.

Peccato, quindi, per chi quest’anno non ha voluto investire nella fiera russa. Nonostante, infatti, la diminuzione della partecipazione degli espositori, il salone è stato un successo di pubblico. Un pubblico per la maggior parte attento, colto e interessato, che sa quello che vuole e decide di investire nelle aziende italiane che fanno bene.

Affresco ritraente il Lago di Como

Affresco ritraente il Lago di Como

“Per quanto ci riguarda – continua Alberto Mariani – abbiamo notato un ritorno al classico. Gli affreschi in foglia oro, le calde scene neoclassiche e i trompe l’oeil sono stati i soggetti privilegiati, anche nelle grandi dimensioni. Il mercato russo è molto attivo e,   oltre alla rincoferma della classe “super-ricca”, sta emergendo anche quella medio-alta. È stato un appuntamento utile per definire, con alcuni clienti, progetti già avviati e per iniziarne di nuovi”. Insomma, un successo in parte preannunciato che premia chi ha il coraggio di spingersi oltre, portando nel mondo la firma inconfondibile del made in Italy.
M.Z.
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GIOVANNI BOLDINI, IL PITTORE DEL BEL MONDO

Per gli appassionati d’arte è in corso a Palazzo dei Diamanti (Ferrara) una mostra imperdibile che proseguirà fino al 10 gennaio 2010. S’intitola “Boldini nella Parigi degli impressionisti” e racconta l’evoluzione artistica di uno dei più contesi ritrattisti del bel mondo. L’esposizione ripercorre le varie fasi del pittore fiorentino cercando di rispondere ad alcune domande.
Una riproduzione del Boldini realizzata da Mariani Affreschi

Una riproduzione del Boldini realizzata da Mariani Affreschi

Chi era il Boldini che si trasferì da Firenze a Parigi nel 1871? Come si sviluppò la sua personalità da quel momento al 1886, durante il periodo aureo della rivoluzione impressionista? Cosa rimase di quelle esperienze in seguito, quando Boldini divenne uno dei più celebri ritrattisti dell’alta società?
Oltre che consigliarvi una bella gita a Ferrara per approfondire le vostre conoscenze, o ammirarlo ex-novo, sul “pittore del bel mondo”, l’occasione potrebbe farvi venire voglia di arredare la vostra casa con una riproduzione di una sua opera realizzata da Mariani Affreschi.
Ecco qualche consiglio direttamente dalla pittrice che esegue splendide interpretazioni dei soggetti di Boldini.
Una donna del Boldini in una riproduzione realizzata da Mariani Affreschi

Una donna del Boldini in una riproduzione realizzata da Mariani Affreschi

Perché piacciono le opere del Boldini?
Beh, il Boldini è un pittore molto estetico, di un’estetica però non fine a se stessa, ma ricca di contenuto. Le sue opere erano una “boccata di leggerezza” nel periodo in cui lavorava. I suoi soggetti raccontano la bella vita, i ritratti di donne eleganti, con abiti meravigliosi, atmosfere da grande ballo. In questo è un pittore molto italiano, raffinato e curato, con un occhio di riguardo anche al dettaglio.
Quale casa può essere arredata con un soggetto del Boldini?
Tutta l'eleganza delle donne del Boldini in una riproduzione firmata Mariani Affreschi

Tutta l'eleganza delle donne del Boldini in una riproduzione firmata Mariani Affreschi

Dev’essere una casa con un certo stile, ma non necessariamente con un arredamento antico. Sono ritratti e soggetti d’impatto, hanno una loro storia, un loro carattere, quindi potrebbe andare bene sia in una casa completamente spoglia, sia in una più classica. M.Z.

Un affresco realizzato da Mariani Affreschi all'interno di un ambiente bagno

Un affresco realizzato da Mariani Affreschi all'interno di un ambiente bagno

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MARILYN E AUDREY: PERCHÉ TUTTI CI VOGLIONO

Sono due miti dell’immaginario del Novecento. Ci hanno fatto emozionare nei loro film – e penso al sogno di Colazione da Tiffany o all’energia di A qualcuno piace caldo. Audrey Hepburn, nata a Bruxelles e con un cuore europeo, è l’espressione dell’eleganza e della raffinatezza. Marilyn Monroe, nata a Los Angeles e con un carattere squisitamente americano, è il desiderio di ogni uomo. Quel che è certo è che entrambe hanno fatto innamorare il mondo intero.
Un affresco di Audrey Hepburn di Mariani Affreschi ad Abitare il Tempo 2009

Un affresco di Audrey Hepburn di Mariani Affreschi ad Abitare il Tempo 2009

Per questo molte persone scelgono di mettere nella propria casa o nel proprio ufficio un’immagine che le ritrae. “Gli affreschi di Marilyn o di Audrey – spiega Laura Mariani – sono tra quelli più richiesti e la nostra pittrice è molto brava nell’interpretazione”.
Per conoscere come nascono le due donne che tutti gli uomini vorrebbero ecco una breve intervista all’artista di Mariani Affreschi che realizza questi lavori.
Alcuni ritratti di Audrey e Marylin nell'allestimento di Mariani Affreschi ad Abitare il Tempo 2009

Alcuni ritratti di Audrey e Marylin nell'allestimento di Mariani Affreschi ad Abitare il Tempo 2009

Come nascono i tuoi ritratti?
Il mio lavoro è fatto di intuito ed esperienza. Le opere prendono forma inizialmente partendo dalla propria sensibilità. Poi si cerca di coglierne gli aspetti da approfondire. È un lavoro di ricerca, che parte comunque da una grande passione.
Uno scatto dell'allestimento di Mariani Affreschi ad Abitare il Tempo 2009: sulla sinistra un affresco di Audrey Hepburn, sulla destra Marilyn Monroe

Uno scatto dell'allestimento di Mariani Affreschi ad Abitare il Tempo 2009: sulla sinistra un affresco di Audrey Hepburn, sulla destra Marilyn Monroe

Quindi, dopo aver guardato le fotografie, cosa fai?
Sì, si parte dalle fotografie, che nel caso di Marilyn e Audrey sono già arte essendo due donne tra le più amate di ogni tempo. Poi si cerca di interpretare l’immagine, magari pensando a un taglio particolare o accentuando certi particolari. Mi studio anche la vita dei soggetti che vado a rappresentare.
Conoscendo la loro biografia può nascere qualcos’altro?
Sì, arrivano nuove sensazioni. Provi a pensare se ci potrebbe stare bene un colore o il bianco e nero o il seppia. Poi ci sono ritratti che sono già perfetti. Audrey col cappello e gli occhiali in bocca è già compiuto di suo, ben equilibrato e, infatti, è uno dei più venduti.
M.Z.
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TUTTI I SEGRETI DELL’ULTIMA CENA

Alzi la mano chi non conosce l’opera raffigurata nell’immagine? Che fosse uno dei pezzi più rinomati dell’arte di tutti i tempi era cosa già nota. Poi (purtroppo o per fortuna) il bestseller di Dan Brown l’ha fatta diventare una star. Quel che è certo è che ci troviamo di fronte a un’opera geniale il cui autore originale è nientemeno che Leonardo Da Vinci.
L'ultima cena realizzata da un'artista di Mariani Affreschi esposta ad Abitare Il Tempo 2009

"L'ultima cena" realizzata da un'artista di Mariani Affreschi esposta ad Abitare Il Tempo 2009

“L’Ultima Cena – spiega Laura Mariani – è richiesta da clienti di tutte le estrazioni sociali e culturali ed è una delle nostre riproduzioni più vendute da sempre. L’abbiamo realizzata in misure fino anche a 4m x 8, destinate sia a locali pubblici che case private in Italia e all’estero. Per qualcuno può sembrare azzardato mettere in casa propria un quadro così, ma forse proprio perchè è un’opera che tutto il mondo conosce la sentiamo un po’ nostra e in fondo la amiamo”.

L’artista che ha realizzato l’opera esposta dalla Mariani Affreschi ad “Abitare il Tempo” di Verona, ci racconta la sua esperienza.
Qual è la bellezza dell’Ultima Cena?
Oltre ai dettagli del viso, quello che coinvolge di più è l’equilibrio delle dimensioni, lo schema geniale creato da Leonardo per realizzare l’opera. Poi c’è tutto il mistero della simbologia: il dito di Tommaso, il coltello di San Pietro…
Che difficoltà hai riscontrato nel riprodurla?
L’aspetto più difficile è riprodurre la posizione “estrema” delle figure: le torsioni del collo, delle braccia, tutti aspetti che il Maestro amava molto e che dimostrano la sua conoscenza, non solo dell’arte, ma di tutte le scienze tra cui l’anatomia.
Quante volte ti sei trovato a reintrepretare questo pezzo e cosa ti è rimasto?
L’ho fatta più di trenta volte e l’aspetto affascinante è che a ogni esecuzione trovi qualcosa di nuovo.
M.Z.
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VOGLIA DI LIBERTY: NOVITÁ DA ABITARE IL TEMPO 2009

Leggerezza, freschezza, libertà. Tempo di “dolcezze”, voglia di espressioni semplici e delicate, desiderio di ritrovarsi un po’. Sono queste le impressioni a caldo da Abitare il Tempo 2009.
Uno scatto dell'allestimento di Mariani Affreschi ad Abitare Il Tempo con gli affreschi del Brotto

Le due donne del Mucha (in stile liberty in foglia argento) realizzate da Mariani Affreschi e collocate nello stand di Arte Brotto

«La gente cerca soggetti, forme e colori rassicuranti – spiega Laura Mariani – abbiamo riscontrato un grande apprezzamento dello stile liberty. Anche il bianco e nero e i soggetti moderni continuano ad essere amati, insieme ai lavori più articolati. Nel complesso siamo soddisfatti dei contatti che abbiamo avuto in fiera anche se molti si sono lamentati della scarsa affluenza». E, in effetti, ci si aspettava più presenza di pubblico alla manifestazione veronese vista anche la concomitanza con l’altro grande evento dedicato agli appassionati d’arte, l’Art Verona.

Un affresco dell'Ultima Cena realizzato da Mariani Affreschi

Un affresco dell'Ultima Cena realizzato da Mariani Affreschi

Di certo non sono momenti facili, ma l’intelligenza di un’azienda sta anche nell’interpretare i sentimenti del presente e di farsi trovare pronta a rispondere a nuove esigenze. «L’amore per l’affresco – continua Alberto Mariani, il fratello di Laura – deve fare i conti con i tempi come qualsiasi altra forma di decorazione e arredo. Noi abbiamo ereditato una grande passione da nostro padre e cerchiamo di trasmetterla sempre, a partire dagli artisti con cui lavoriamo».

Un affresco del Brotto realizzato da Mariani Affreschi

Un affresco che raffigura la Dormeuse di Tamara de Lempicka realizzato da Mariani Affreschi e collocato nello stand dell'azienda Arte Brotto ad Abitare il Tempo 2009

Una passione che si ritrova negli splendidi soggetti presentati in fiera tra magiche scenografie di Ville Venete, affreschi mozzafiato di Audrey Hepburn, donne del Mucha e un’interessante interpretazione dell’Ultima Cena.

M.Z.
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Come per mistero la calce crea l’affresco

3-COME PER MISTERO LA CALCE CREA L'AFFRESCO

La calce si ottiene cuocendo a circa 900 gradi, in speciali forni ad imbuto, dei sassi (generalmente ciottoli di fiume) composti essenzialmente di carbonato di calcio (CaCO3).

A questa temperatura i ciottoli si polverizzano trasformandosi in ossido di calcio (CaO) con eliminazione di anidride carbonica (CO2).

Avviene cioè la seguente reazione: CaCO3 a 900° = CaO + CO2↑

L’ossido di calcio detto “calce viva” deve essere “spento” immergendolo in acqua per almeno 6 mesi, prima di venir impiegato per l’affresco, poiché altrimenti brucerebbe i colori. Mediante l’immersione in acqua, l’ossido di calcio si trasforma in idrossido di calcio, Ca(OH)2, che si presenta come una pasta untuosa detta “calce spenta”. Quando l’idrossido di calcio (che mescolato alla sabbia costituisce la l’intonaco) s’asciuga, perde per evaporazione gran parte dell’acqua (H2O) e si combina con l’anidride carbonica dell’aria (CO2) tornando a formare carbonato di calcio (CaCO3) cioè un composto duro e insolubile come i ciottoli originali.

Avviene la seguente reazione: Ca(OH)2 + CO2 = CaCO3 + H2O

Questo processo, che si chiama carbonatazione della calce, richiede qualche mese poiché non è completo fin quando gran parte dell’idrossido di calcio non s’è trasformata in carbonato di calcio. Ovviamente questa trasformazione avviene più rapidamente negli strati superiori dell’intonaco, per cui gli antichi artisti mescolavano alla sabbia degli strati inferiori della pozzolana macinata che ha la proprietà di solidificare anche in presenza di acqua.

Vediamo ora cosa succede quando sopra l’intonaco si trova la pellicola pittorica.

Nella tecnica del “buon fresco” i colori vengono stesi sull’intonaco ancora umido senza legante, cioè sciolti semplicemente con acqua. Quando l’intonaco comincia a seccare, l’idrossido di calcio in esso contenuto migra verso la superficie dove, in seguito all’evaporazione dell’acqua e al contatto con l’anidride carbonica dell’aria, avviene la reazione già descritta che porta alla formazione di carbonato di calcio negli strati superficiali dell’intonaco. La pellicola pittorica si trova quindi inglobata nello strato di carbonato e questo dà ai colori quella eccezionale resistenza che è caratteristica del “buon fresco” e che permette a pitture di tal genere di conservarsi anche all’aperto. Non sono dunque i colori ad essere assorbiti dall’intonaco, come si pensava in passato, ma è l’idrossido di calcio che sale in superficie ad inglobare la pellicola pittorica. Da quanto detto risulta evidente l’importanza di dipingere sempre sull’intonaco umido: in caso contrario infatti le particelle di colore non vengono inglobate dal carbonato di calcio e, una volta asciutte, “spolverano” (in pratica passando la mano sull’affresco rimangono tracce di colore sulle dita), compromettendo irrimediabilmente il risultato pittorico.

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Partecipazione ad Abitare il Tempo (Verona), 17-21 Settembre 2009

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La MARIANI AFFRESCHI ha il piacere di invitarvi alla seguente manifestazione

logo abitare il tempo

Verona, dal 17 al 21 Settembre 2009

PAD. 4 -   STAND  D6 – E7

24a EDIZIONE DI ABITARE IL TEMPO

LA QUALITÀ OLTRE LA CRISI, DAL PROGETTO ALLA DISTRIBUZIONE

(tratto dal sito www.abitareiltempo.it)

‘TOTAL LIVING’, IL MOSAICO DELL’ABITARE IN MOSTRA A VERONA

Architettura, design, artigianato e industria concorrono a realizzare un’idea dell’abitare che, in Italia, trova le sue espressioni d’eccellenza. A dire il vero, non una, ma mille e più idee che da progetti diventano prodotti, pronti per essere valorizzati e messi in vendita nei migliori negozi.

Certamente, la crisi in atto ha rallentato questo sistema, ma non può fermare il flusso creativo e la passione imprenditoriale che sono all’origine del suo successo. Noi siamo convinti che la crisi sia un’opportunità per riflettere, fare chiarezza e rilanciare la qualità di un settore, quello dell’arredamento, che il mondo ci invidia.

Per questo, ancora una volta, vi diamo appuntamento a Verona, con la ventiquattresima edizione di Abitare il Tempo, dove la tradizione dialoga con l’innovazione, il talento italiano si rende visibile al mondo e le idee prendono forma, dando vita ai nuovi scenari dell’abitare.

Per questo, Carlo Amadori, che dal 1986 organizza e cura la manifestazione, ha firmato per l’edizione 2009 un’immagine rappresentativa di quel ‘fiume di idee’ che attraversa Verona e trova espressione nell’unica rassegna italiana in grado di riunire 18 diversi settori merceologici, tutti riconducibili alla sfera dell’arredamento. Una prerogativa efficacemente sintetizzata dal concetto di ‘total living’. Il mosaico dell’abitare si ricompone creativamente per offrire un quadro ampio, trasversale e armonico della qualità capace di proiettarsi oltre la crisi, dal progetto alla distribuzione.

Nuovo ‘look’ per i padiglioni commerciali

Un’offerta che spazia a 360 gradi, cui partecipano i vari comparti che configurano il paesaggio d’interni -mobili, cucine, bagni, imbottiti, complementi, accessori, arte della tavola, illuminazione, rivestimenti, tessile d’arredamento, di gusto classico e contemporaneo, d’alta decorazione o di design- questa è la carta vincente della manifestazione nel suo format commerciale. E la razionale suddivisione nei 7 padiglioni interamente dedicati alle aziende espositrici conforta la validità della formula ‘Total living’.

Troviamo così i marchi del polo tessile riuniti nel padiglione 2 (con gli editori tessili) e nel padiglione 3, mentre al classico e all’alta decorazione sono riservati i padiglioni 2, 4 e 5. L’attualità del design e le sue proposte occupano il padiglione 6, assieme ai complementi, all’oggettistica e all’arte della tavola, ma anche parte del 7, dove prevalgono le novità relative agli ambienti bagno e cucina e dove le griffe della moda espongono le loro creazioni d’arredo.

Infine, come già anticipato, Abitare il Tempo ha rinnovato il ‘look’. La novità di quest’anno è data infatti dal nuovo allestimento, sobrio, funzionale e confortevole, studiato per questi padiglioni, che prevedono diverse tipologie di stand, con altezze: 4 metri per i padiglioni riservati al classico, 5 metri per quelli del contemporaneo.

Intrecci di prospettive – piazzale esterno

Altra novità per Abitare il Tempo è rappresentata dal progetto esterno di 15.000 mq., interamente dedicato all’arredamento outdoor, a cura di Frassinago Lab. L’area, situata nel piazzale della fiera antistante i padiglioni, sarà riservata alle proposte delle migliori aziende rappresentative di questo comparto, in costante crescita negli ultimi anni, dando vita ad un piccolo ma organico salone-nel-salone.

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Le tecniche dell’affresco nella storia

2- LE TECNICHE DELL' AFFRESCO NELLA STORIA

Dagli affreschi ritrovati a Pompei si è potuto appurare che i Romani usavano fare il disegno sull’arriccio (sinopia) e lo ricoprivano poi con l’intonachino “per giornate”.

Si sono poi riscontrate anche altre tecniche, che vennero riprese nel Medioevo, come la “battitura dei fili” e talvolta il disegno diretto eseguito col pennello o con una punta acuminata direttamente sull’intonaco.

Le pitture parietali dell’alto Medioevo erano quasi sempre “a fresco”, ma con ampie finiture a secco, fatte cioè sul muro già asciutto con i colori stemperati nel “latte di calce”. Gli artisti stendevano infatti le grandi campiture di fondo con la malta ancora umida e poi le rifinivano a secco.

In epoca Paleocristiana, Bizantina e Romanica, come già in quella Romana, gli affreschi venivano eseguiti a larghe fasce orizzontali, più o meno dell’altezza di un uomo, che seguivano l’andamento dei “ponti” (impalcature) cominciando dall’alto; per cui si dice che gli affreschi venivano eseguiti per “pontate” anziché per giornate. La velocità richiesta da questo metodo di lavoro era resa possibile dalla stessa tecnica di esecuzione (generalmente piuttosto sommaria), dalla semplicità del disegno e dall’impiego di moduli iconografici fissi, specialmente da parte delle maestranze bizantine.

Nella pittura romanica e bizantina il disegno preparatorio veniva eseguito direttamente sull’intonaco, tanto che spesso traspare.

Tra la fine del 1200 e il 1300 si ebbero due innovazioni tecniche di fondamentale importanza, strettamente legate fra loro: l’uso del disegno preparatorio fatto sull’arriccio, detto “sinopia” e la stesura dell’intonaco “per giornate”, cioè coprendo con l’intonaco quella parte della sinopia che il pittore pensava di dipingere in una giornata, ovvero con la malta ancora umida.

Sull’intonaco il pittore riportava col verdaccio quella parte di disegno che veniva nascosta dalla malta.

Nel 1400 all’uso della sinopia si sostituisce quello del cartone; l’artista abbozzava un primo schizzo della composizione su scala minore, questa veniva trasportata in scala definitiva su una serie di grandi fogli di carta che, incollati assieme, costituivano il “cartone”. Poi venivano bucherellati i contorni delle figure e quindi, fissato il cartone sul muro, vi si batteva sopra con un sacchetto pieno di polvere di carbone in modo che la polvere nera lasciasse sull’arriccio il disegno dei contorni.

Oltre a questa tecnica detta “spolvero” il disegno poteva essere trasportato dal cartone al muro premendo con una punta metallica i contorni delle figure che rimanevano impressi nella malta fresca.

Un’altra innovazione fu la “quadrettatura”, che facilitava la trascrizione dal disegno di piccolo formato al cartone e al muro. Questo tipo di trascrizione divenne comune nel ‘500 e soprattutto nel ‘600 e ‘700.

Nell’800 si diffuse sempre più l’uso della pittura “a secco”, ma continuò ad essere praticata anche quella “a fresco”.

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Cenni storici sulla pittura murale

1-CENNI STORICI SULLA PITTURA MURALE

La storia della pittura murale è iniziata ancor prima che l’uomo imparasse a costruire edifici in muratura. Infatti, già nel periodo preistorico venivano eseguite pitture parietali (come  quelle delle Grotte di Altamira e di Lascaux), sebbene si trattasse di semplici segni tracciati direttamente sulle pareti rocciose senza uno strato d’intonaco.

I primi esempi d’intonaco comparvero nell’arte mesopotamica, egiziana e cretese, ma solo più tardi, quando negli intonaci cominciò ad essere mescolata la calce, ebbe inizio il vero e proprio procedimento di pittura “a fresco”.

Nella pittura murale egiziana gli intonaci erano a base di gesso e argilla, a cui talvolta veniva aggiunta paglia tritata affinché l’intonaco avesse maggiore elasticità. I colori erano a tempera (cioè a base di gomme o colle diluite in acqua), il che rendeva queste opere estremamente sensibili all’umidità. Queste si sono infatti conservate nel tempo solo grazie al clima eccezionalmente asciutto. Tuttavia, già in talune tarde pitture murali egiziane, mesopotamiche e cretesi si trovano intonaci fatti con sabbia o creta miste a calce per cui i colori, inglobati nell’intonaco per il processo di carbonatazione della calce, non sono più dilavabili dall’acqua.

Della pittura murale greca non si è salvato quasi nulla, salvo alcuni recenti ritrovamenti (quali la “Tomba del Truffatore”, del 480 a.c., scoperta a Paestum nel 1968) dove le pitture denotano una perfetta padronanza della tecnica del “buon fresco”. Queste sono infatti eseguite su uno strato d’arriccio (a base di calce spenta e sabbia) e uno d’intonaco (con una maggior percentuale di calce e aggiunta di polvere di marmo). Il disegno preparatorio è graffito direttamente sull’intonaco.

Secondo Vitruvio (“De Architectura” –Libro VII) la preparazione degli intonaci con più strati successivi (arriccio + intonaco + intonachino) ebbe inizio nel periodo Ellenistico e si diffuse in seguito nell’Italia centrale, e quindi a Roma. Pare che i Greci usassero solo quattro colori: rosso, giallo, nero e bianco. Gli Etruschi (che usavano già più colori dei Greci) preparavano l’intonaco stendendo sulle pareti uno strato d’argilla sopra il quale passavano poi una “mano” di  latte di calce. Negli ultimi tempi però cominciarono anch’essi a preparare gli intonaci con sabbia e calce.

Per conoscere la tecnica delle pitture murali romane, sono importanti i numerosi affreschi emersi in seguito agli scavi archeologici. Infatti, mentre Vitruvio parlava di ben tre strati di arriccio (impasto costituito da calce spenta e sabbia grossolana) e di tre strati di intonaco (composto di sabbia fine, calce e polvere di marmo), tale procedimento andò presto semplificandosi e, dal II Secolo d.c. (e poi per tutto il Medioevo) gli intonaci furono generalmente composti con un solo strato d’arriccio e con uno d’intonaco.

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Il Giudizio Universale di Michelangelo

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La grandiosa composizione si incentra intorno alla figura dominante del Cristo, colto nell’attimo che precede quello in cui verrà emesso il verdetto del Giudizio Universale. Il suo gesto, imperioso e pacato, sembra al tempo stesso richiamare l’attenzione e placare l’agitazione circostante: esso dà l’avvio ad un ampio e lento movimento rotatorio in cui sono coinvolte tutte le figure. Ne rimangono escluse le due lunette in alto con gruppi di angeli recanti in volo i simboli della Passione (a sinistra la Croce, i dadi e la corona di spine; a destra la colonna della Flagellazione, la scala e l’asta con la spugna imbevuta di aceto). Accanto a Cristo è la Vergine, che volge il capo in un gesto di rassegnazione: ella infatti non può più intervenire nella decisione, ma solo attendere l’esito del Giudizio. È importante notare come lei guardi con dolcezza gli eletti al regno dei cieli, mentre il Cristo riservi uno sguardo duro e aspro a coloro che stanno scendendo negli inferi. Anche i Santi e gli Eletti, disposti intorno alle due figure della Madre e del Figlio, attendono con ansia di conoscere il verdetto.

Alcuni di essi sono facilmente riconoscibili: San Pietro con le due chiavi, prive delle nappe in quanto non servono più ad aprire e chiudere le porte dei cieli, San Lorenzo con la graticola, San Bartolomeo con la propria pelle – nella quale, nel 1925, il medico e umanista calabrese Francesco La Cava riconobbe l’autoritratto di Michelangelo -, Santa Caterina d’Alessandria con la ruota dentata, San Sebastiano inginocchiato con le frecce in mano.

S. Bartolomeo, il volto sulla pelle è considerato un autoritratto di MichelangeloNella fascia sottostante, al centro gli angeli dell’apocalisse risvegliano i morti al suono delle lunghe trombe; a sinistra i risorti in ascesa verso il cielo recuperano i corpi (resurrezione della carne), a destra angeli e demoni fanno a gara per precipitare i dannati nell’inferno. Infine, in basso Caronte a colpi di remo insieme ai demoni fa scendere i dannati dalla sua imbarcazione per condurli davanti al giudice infernale Minosse, con il corpo avvolto dalle spire del serpente. È evidente in questa parte il riferimento all’Inferno della Divina Commedia di Dante Alighieri.

Michelangelo immagina la scena senza nessuna partizione architettonica: l’insieme è governato da un doppio vortice verticale, ascendente e discendente. Ancora una volta l’artista concentra la propria attenzione sul corpo umano, sulla sua perfezione celeste e sulla sua deformazione tragica. La figura prevalente è la figura ellittica, come la mandorla di luce in cui è inscritto il Cristo o il risultato complessivo delle spinte di salita e di discesa, salvo alcune eccezioni, come la sfericità della banda centrale degli angeli con le tube o la triangolarità dei santi ai piedi di Cristo Giudice. Il tema, metaforizzato nella tempesta e nel caos del dipinto, si presta bene alla tormentata religiosità di quegli anni, caratterizzati da contrasti, sia teologici che armati, fra Cattolici e Protestanti e la soluzione di Michelangelo non nasconde il senso di una profonda angoscia nei confronti dell’ultima sentenza. Il Buonarroti si pone in modo personalissimo nei confronti del dibattito religioso, sposando le teorie di un circolo ristretto di intellettuali che auspicava una riconciliazione fra Cristiani dopo una riforma interna della Chiesa stessa. La figura seduta su di una nuvola e con il capo rivolto verso Dio, probabilmente è l’autoritratto di Michelangelo, il quale ha in mano la sua pelle, simbolo del peccato del quale ora è privato.

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Definizione dell’affresco

affrescoL’affresco è una pittura eseguita su intonaco, appunto ancora fresco, di una parete: il colore ne è chimicamente incorporato e conservato per un tempo illimitato.

L’affresco è un’antichissima tecnica pittorica che si realizza dipingendo con pigmenti stemperati in acqua su intonaco fresco: in questo modo, una volta che l’intonaco si sia consolidato, il colore ne sarà completamente inglobato, acquistando così particolare resistenza all’acqua e al tempo.

Si compone di tre elementi: supporto, intonaco, colore.

Il supporto, di pietra o di mattoni, deve essere secco e senza dislivelli. Prima della stesura dell’intonaco, viene preparato con l’arriccio, una malta composta da calce spenta o grassello, sabbia grossolana di fiume o, in qualche caso, pozzolana e, se necessario, acqua, steso in uno spessore di 1 cm circa, al fine di rendere il muro più uniforme possibile.
L’intonaco (o “tonachino” o “intonachino”) è l’elemento portante dell’intero affresco. È composto di un impasto fatto con sabbia fine, polvere di marmo, o pozzolana setacciata, calce ed acqua.
Il colore, che è obbligatoriamente steso sull’intonaco ancora umido (da qui il nome, “a fresco”), è di natura minerale, poiché deve resistere all’alcalinità della calce.
La principale difficoltà di questa tecnica è il fatto che non permette ripensamenti: una volta lasciato un segno di colore, questo verrà immediatamente assorbito dall’intonaco, i tempi stretti di realizzazione complicano il lavoro dell’affrescatore, la carbonatazione avviene entro tre ore dalla stesura dell’intonaco. Per ovviare a questo problema, l’artista realizzerà piccole porzioni dell’affresco (giornate). Eventuali correzioni sono comunque possibili a secco, ovvero mediante tempere applicate sull’intonaco asciutto: sono però più facilmente degradabili.

Un’altra difficoltà consiste nel capire quale sarà la tonalità effettiva del colore: l’intonaco bagnato, infatti, rende le tinte più scure, mentre la calce tende a sbiancare i colori. Per ovviare al problema, è possibile eseguire delle prove su una pietra pomice o su un foglio di carta fatto asciugare con aria o vento di Scirocco ossia aria calda.

La storia dell’affresco.

Date le difficoltà tecniche di una buona esecuzione, questa tecnica pittorica è oggi in disuso, mentre nei secoli scorsi conobbe grande diffusione.

In epoca paleo-cristiana e medioevale la preparazione del muro avveniva in modo rapido; la figurazione avveniva direttamente sulla preparazione: prima i contorni, in ocra, poi il riempimento, fino alle ombre. L’esecuzione delle varie parti era determinata dallo sviluppo dei ponteggi del cantiere; le diverse fasi di esecuzione dell’affresco (dette “pontate”) sono determinabili dalle giunture pittoriche determinatesi allo spostamento del ponteggio.

In epoca romanica il lavoro delle maestranze di frescatori veniva svolto sempre per “pontate”, ma la tecnica inizia a raffinarsi; viene introdotto l’uso di paglia, cocci, stoffa all’interno dell’impasto dell’arriccio e dell’intonaco, per mantenerne l’umidità e permettere un tempo di stesura pittorica maggiore. Le figure sono ancora stese con contorno ad ocra rossa, ma si comincia a riscontrare l’uso di collanti per i colori (albume, cera fusa, colla animale). Inoltre in alcuni casi è possibile rilevare la presenza di linee guida per la figurazione, tracciate sull’intonaco fresco.

Nel XIV secolo la tecnica dell’affresco conosce in area centro e sud europea una grande diffusione. Due importanti innovazioni sono introdotte dalle maestranze dell’epoca: l’uso del disegno preparatorio (la sinopia) e lo svolgimento del lavoro non più a pontate, ma a giornate.

La sinopia è un disegno preparatorio alla stesura vera e propria del colore. Era stesa a pennello con terra rossa di Sinope (da qui il nome) prima sull’arriccio e poi sull’intonaco, e riproduceva in modo preciso le figure dell’affresco. La scoperta dell’esistenza delle sinopie è avvenuta nel secondo dopoguerra, quando, coi i distacchi di affreschi operati per restauro, i disegni soggiacenti al colore sono stati rinvenuti.

Lo svolgimento dell’affresco diventa il frutto di una pianificazione meticolosa delle maestranze che devono, prima di stendere l’intonachino, decidere quale parte eseguire e valutarne la fattibilità nella giornata (per garantire l’esecuzione ‘in buon fresco’). Negli affreschi medievali si riescono di conseguenza a rilevare sia le giornate che le pontate. Vengono messe a punto raffinatissime tecniche per mascherare le giunte tra le giornate e tra le pontate. Il taglio e la tecnica usata per i ritocchi (che avvengono a secco) consentono spesso di individuare la scuola se non l’artista che ha eseguito l’affresco.

Con il Rinascimento, l’affresco conosce il momento di maggior diffusione. In area centro-italiana è abbandonato l’uso della sinopia (che in altre aree sarà invece usata fino alla fine del XVI secolo) e viene introdotto l’uso del cartone preparatorio.

L’intero affresco veniva riportato a grandezza naturale sul cartone. Le linee che componevano le figure erano poi perforate. Una volta appoggiato il cartone sull’intonaco fresco, era spolverato con finissima polvere di carbone; in tal modo la polvere, passando attraverso i piccoli fori, lasciava la traccia da seguire per la stesura a pennello. Questa tecnica è chiamata “spolvero”, ma con il tempo venne impiegata esclusivamene per le parti del dipinto che necessitavano maggiore precisione nell’esecuzione dei dettagli (come le mani, i volti, o alcuni particolari delle vesti).

Già all’inizio del Rinascimento si comincia ad impiegare, per le parti del dipinto più ampie e meno ricche di particolari, una nuova tecnica: l’incisione indiretta. In questo caso la carta impiegata per riportare il disegno era molto più spessa di quella usata per lo spolvero. Si procedeva facendo aderire il cartone all’intonaco ancora fresco, ripassando successivamente le linee del disegno con uno stilo ligneo o di metallo con la punta arrotondata. La pressione dello strumento rilasciava, attraverso la carta, una leggera incisione nella malta che serviva come linea guida o di contorno, per la stesura definitiva del colore.

Nel XVII e nel XVIII secolo, il cambiamento del mercato dell’arte e dei rapporti di potere tra artisti e committenti si ripercuote anche sulle tecniche pittoriche quali l’affresco.

La preparazione del supporto pittorico è sempre più raffinata (gli affreschi conservati risalenti a quest’epoca sono, infatti, in numero molto maggiore rispetto alle epoche precedenti), Lo sviluppo del cartone preparatorio era preceduto dal bozzetto, cioè un disegno in scala, molto particolareggiato, dell’affresco; il bozzetto veniva sottoposto al giudizio del committente e, se approvato, si procedeva con l’esecuzione.

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